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Coronavirus: mascherine “di fortuna” cucite con la spillatrice per gli agenti penitenziari

di / 0 Commenti / 135 Visite / 28 marzo, 2020

L’emergenza coronavirus non risparmia nessuno e le categorie esposte al rischio di contagio continuano ad aumentare.

200 agenti penitenziari positivi e 400 in quarantena: questi i dati che si registrano tra gli agenti di polizia penitenziaria.

A renderlo noto è il Segretario del sindacato Spp, Aldo Di Giacomo.

Di Giacomo ha anche espresso “enorme commozione e dispiacere per la morte, oggi, di un collega che ha contratto il virus in servizio”.

Si tratta di un agente di polizia penitenziaria, in servizio nel carcere di Opera a Milano, risultato positivo al Covid-19. L’assistente capo, originario della provincia di Foggia, lascia moglie e due figli. La vittima aveva avvertito i primi sintomi lo scorso 9 marzo ed era stato posto in isolamento precauzionale in caserma. Nel 2014 aveva ricevuto una Medaglia di Bronzo al Merito di servizio.

Le mascherine distribuite agli agenti di polizia penitenziaria

Le mascherine distribuite agli agenti di polizia penitenziaria

Mentre nelle carceri continuano a scarseggiare mascherine e quelle che ci sono non servono a nulla – prosegue Di Giacomo – il ministro della Giustizia Bonafede alla Camera non ha speso una parola per i poliziotti penitenziari affetti da coronavirus. È ora – conclude – di misure eccezionali: fare i tamponi a tutti i poliziotti“.

Gli agenti penitenziari sui social network rivendicano il diritto di lavorare in condizioni di maggiore sicurezza.

Vibranti proteste tra gli uomini in divisa perchè costretti a lavorare senza mascherine e ancor più contrariati da quelle che gli sono state fornite.

whatsapp-image-2020-03-28-aMascherine in tessuto, piuttosto sottili e cucite con le spillatrici: queste le mascherine fornite ad alcuni agenti di polizia penitenziaria del Nord-Italia.

Una misura di sicurezza che sappiamo essere inefficace, perchè non sufficiente a proteggere chi indossa quelle mascherine dal rischio di contagio. Un rischio più che accertato, così come dimostrano i numeri: allo state attuale sono 600 gli agenti penitenziari che stanno lottando contro il Covid-19.

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