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Emergenza coronavirus, la Regione Campania studia “piano anti-povertà” da sottoporre al governo

di / 0 Commenti / 143 Visite / 28 marzo, 2020

de-luca-3-6 Quanto sta accadendo negli ultimi giorni, in particolare in alcune città del Sud Italia, desta non poco allarmismo: supermercati presi d’assalto anche da chi non dispone del denaro necessario per fare la spesa, cittadini derubati delle buste della spesa all’uscita dei supermercati, tir braccati e saccheggiati da gruppi di persone.

“La guerra dei poveri” ha avuto ufficialmente inizio.

La Regione Campania corre ai ripari  palesando l’intenzione di definire una piattaforma economico-sociale, con tanto di programma di aiuti da sottoporre da subito, entro martedì, al Governo nazionale. Lo ha reso noto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, spiegando che «alle misure rigorose prese per combattere il contagio è indispensabile aggiungere da subito misure di sostegno alle famiglie, di aiuto a singoli cittadini in difficoltà, e a quei settori su cui il prolungarsi della crisi pesa in maniera drammatica. In alcuni casi si tratta davvero di garantire il pane alla povera gente».

Secondo il governatore della Regione Campania «è necessario oggi un impegno unitario di tutte le componenti politiche e sociali. È prezioso il contributo di proposte e di idee che possono arrivarci da tutti. Per dare a questo sforzo unitario rapidità e concretezza sollecitiamo tutti i gruppi politici, le organizzazioni sociali, sindacali e imprenditoriali, le Camere di Commercio, le Fondazioni e le istituzioni bancarie, le istituzioni locali, il volontariato, le organizzazioni religiose, a far pervenire entro la mattinata di lunedì agli Assessorati competenti, o all’Ufficio di Gabinetto della Presidenza, o alla Unità di Crisi regionale, documenti brevi e sintetici, con proprie proposte, in modo da sottoporli agli uffici per una verifica di operatività».

La Regione segnala quindi «alcuni temi da approfondire» tra le «innumerevoli questioni aperte». Tra questi, «quali misure di sostegno al reddito di carattere nazionale e universale assumere, e poi, questione specifica ed enorme della regione Campania, come tutelare chi lavora nel grande mondo dell’economia sommersa, che rischia di non essere garantito dagli ammortizzatori sociali»; e ancora, «come sostenere il mondo del commercio, dell’artigianato, delle piccole imprese, a cominciare da scadenze come quelle per i fitti, e oltre le misure nazionali già adottate», quali misure definire «per il credito a piccole e medie attività economiche anche con fondi di garanzia, quali misure specifiche per le filiere agricole e per le attività turistico alberghiere, quali misure per gli operatori di imprese culturali, teatrali, cinematografiche».

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