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Coronavirus: i dati per età, sesso, patologie diramati dal “Chinese Journal of Epidemiology”

di / 0 Commenti / 234 Visite / 29 marzo, 2020

coronavirus-1200x900-cropped-593x443 Lo scorso 17 febbraio, il Chinese Journal of Epidemiology ha diffuso il più importante studio epidemiologico sul tasso di mortalità da Coronavirus. Fondato nel 1956, il periodico di stampo accademico da sempre si occupa di pubblicare articoli e report dagli studi condotti su territorio cinese.

Nonostante sia possibile studiare solo i casi noti, questo studio epidemiologico sul coronavirus sembra essere il più dettagliato finora.

 Esaminati 72.314 pazienti, di cui 44.672 casi di Coronavirus confermati, il Chinese Journal of Epidemiology conferma che il tasso di mortalità aumenta con l’età: si passa dallo 0,2% (10-39 anni) al 14,8% per infetti dagli 80 anni in su. Nessuna vittima invece al di sotto dei 9 anni, forse per via della velocità con la quale il loro sistema immunitario risponde agli attacchi, secondo quanto dichiarato dal virologo Roberto Burioni.
Lo studio rivela che il sesso maschile è più colpito rispetto a quello femminile: 2,8% contro 1,7%.

Tra i fattori che rendono più pericolosa l’epidemia da Coronavirus, il fumo: in Cina vive circa un terzo dei fumatori di tutto il mondo, di cui il 50% è rappresentato dagli uomini e solo il 2% dalle donne.

Anche la presenza di gravi malattie preesistenti come diabete, ipertensione, tumore, insufficienza respiratoria cronica e problemi cardiovascolari sono terreno fertile per il Coronavirus. Soprattutto negli adulti dai 70 anni in su, in questi casi il rischio di mortalità aumenta dato il sistema immunitario compromesso.⁠

Lo studio ha rivelato anche l’incidenza del coronavirus sullo staff medico. In Cina sono stati infettati 3.019 lavoratori in ambito sanitario, di cui 1.716 casi confermati. Cinque di questi sono purtroppo deceduti l’11 febbraio 2020, ultimo giorno di raccolta dati per la ricerca.

Sempre nell’ambito dei risultati raccolti negli ospedali cinesi, sembra che l’80,9% delle infezioni da Coronavirus si possano classificare come “leggere”, il 13,8% “importanti” e solo il 4,7% come “critiche”.

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