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Coronavirus, aumento dei casi a Napoli est, lo sfogo dei cittadini: “troppa gente in strada”

di / 0 Commenti / 1384 Visite / 4 aprile, 2020

Nonostante i continui e ripetuti appelli rivolti alla cittadinanza, l’emergenza coronavirus non sembra rientrare. Negli ultimi giorni, in particolare, si registra un aumento di persone positive al Covid-19 nella periferia orientale di Napoli. 

Una notizia che ha fatto correre immediatamente ai ripari i sindaci dei comuni limitrofi con le forze dell’ordine particolarmente concentrate ad effettuare controlli e ad allontanare i cittadini sorpresi in coda ai supermercati o in giro per le strade di comuni diversi rispetto a quello in cui risiedono.

 

Eppure, stando a quanto denunciano i cittadini dei quartieri Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio sui social network, è la cronaca di un disastro annunciato.

fb_img_1584194362242Controlli blandi o comunque poco serrati, rispetto a quelli attuati negli altri comuni e una condotta troppo libertina adottata dai cittadini scellerati, i principali handicap che lamentano i tanti abitanti nella periferia est di Napoli che stanno osservando la quarantena e le altre normative nati-contagio disposte dal governo nazionale e regionale.

In tutta Italia, negli ultimi giorni, si registra un notevole incremento del numero di persone in strada e non mancano gli assembramenti. 

Tra le strade dei quartieri della periferia orientale di Napoli, fin dall’entrata in vigore delle normative anti-coronavirus, una parte della cittadinanza ha continuato a vivere indisturbata, non mutando affatto le proprie abitudini nè ridimensionando in alcun modo il proprio stile di vita e le abitudini quotidiane, lo stesso dicasi per alcune attività commerciali.

Negozi che dovrebbero restare chiusi, nel rispetto delle disposizioni governative e che invece continuano a lavorare, attività che vendono prodotti non autorizzati, assembramenti in strada, persone che gironzolano per strada senza valide ragioni, giovani che continuano a scorrazzare sugli scooter e a radunarsi in strada, circoli ricreativi, centri scommesse, locali, garage che accolgono gruppi di persone che trascorrono la quarantena giocando a carte o organizzando altre attività d’intrattenimento collettive. Nei rioni popolari, in tanti, ci hanno segnalato tavolate di gruppo e la consolidata abitudine tra vicini di casa di riunirsi intorno ad una sola tavola per pranzare o cenare in compagnia. Due, tre, quattro o più nuclei familiari, pur di non rinunciare al piacere di un pasto in compagnia, sbeffeggiano i sacrifici di tanti cittadini che da settimane, pur di rispettare le regole, non incontrano i propri cari. Basta pensare ai tanti medici in auto isolamento che da settimane, vivono lontano dalle mogli e dai figli, per non esporli al rischio di contagio. Lo stesso vale per i rappresentanti delle forze dell’ordine, ma anche per tanti cittadini che da settimane non incontrano i genitori o i fidanzati.

Una situazione che inizia ad indispettire ed esasperare i cittadini che stanno rispettando la quarantena e che stanno collaborando in tutti i modi per velocizzare il ritorno alla normalità e che vedono i loro sacrifici elusi da coloro che, invece, continuano a vivere in barba alle disposizioni anti-contagio.

Un atteggiamento che indispettisce e preoccupa, perchè espone anche i cittadini rispettosi del lockdown al rischio di contagio. 

Dal loro canto, le forze dell’ordine fanno quello che possono: l’attuale situazione di emergenza altro non fa che sottolineare la mancanza di una copertura adeguata in un territorio esteso e ricco di criticità. Troppo poche le pattuglie di carabinieri, polizia municipale e polizia di Stato operanti nella VI Municipalità di Napoli, la più estesa e popolata del capoluogo partenopeo.

Poche pattuglie, pochi uomini in divisa, troppi cittadini ed attività commerciali da controllare, tantissime le attività da svolgere sul territorio, anche e soprattutto in una situazione di emergenza come questa.

I cittadini denunciano attraverso i social le condotte scellerate con le quali sono costretti a convivere, urlando tutta la loro rabbia e il disappunto per l’irresponsabilità manifestata da chi non riesce a far prevalere il buon senso neanche in regime di pandemia.

A destare maggiore allarmismo è quello che ci aspetta nei prossimi giorni: con la primavera alle porte e, ancor più, in vista delle imminenti festività pasquali, quei cittadini irrispettosi delle normative anti-contagio sapranno rinunciare alla classica “scampagnata” e alla secolare processione dei fujenti?

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