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Carcere per i giornalisti, slitta la decisione della Corte Costituzionale

di / 0 Commenti / 61 Visite / 10 aprile, 2020

29792278_10216103051955387_7438732589202058731_n Una decisione attesa da tanti giornalisti italiani e che slitta, in virtù dell’emergenza coronavirus.

Il 21 aprile si sarebbe dovuta celebrare, dinanzi alla Corte Costituzionale, la pubblica udienza in relazione alla eccezione di incostituzionalità sul carcere per i giornalisti sollevata dal Tribunale di Salerno, su sollecitazione dell’avvocato del SUGC (Sindacato unitario giornalisti della Campania),Giancarlo Visone, in un processo per diffamazione a mezzo stampa contro un iscritto.

In ragione dell’attuale emergenza Covid-19, con decreto del Presidente della Corte Costituzionale, si era palesata la possibilità, al fine di consentirne la trattazione, della celebrazione del procedimento nelle forme della camera di consiglio, senza partecipazione delle parti. In particolare, la Corte ha disposto che, laddove le parti ritenessero sufficientemente istruito per iscritto il procedimento, dovessero esprimere il proprio consenso alla trattazione in camera di consiglio, altrimenti la decisione sarebbe stata rinviata a data da destinarsi, onde consentire la pubblica udienza.

Nel caso di specie, tanto l’Avvocatura Generale dello Stato, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quanto l’avvocato Francesco Paolo Chicchiarelli, che, per conto del Sindacato unitario giornalisti della Campania rappresenta il collega Pasquale Napolitano, hanno convenuto che il processo fosse adeguatamente istruito, avendo le parti già puntualmente sviscerato tutte le proprie difese con apposite memorie scritte, ed hanno quindi ritenuto opportuna l’immediata trattazione del procedimento. È chiaro che, non essendo prevedibile la durata dell’emergenza, diversamente, la decisione sarebbe stata rinviata a data futura non preventivabile, con conseguenze attuali sulla libertà di stampa.

Purtroppo, il difensore dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, terzo interventore in questa procedura, ha invece negato il suo consenso alla trattazione, insistendo per la decisione futura in pubblica udienza. Ciò determinerà lo slittamento a data incerta della risoluzione di una questione di vitale importanza per la categoria dei giornalisti.

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