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Gli effetti del coronavirus sulla mafia: boss al 41 bis scarcerati, minacce a Gratteri e Maresca

di / 4 Commenti / 21812 Visite / 22 aprile, 2020

Tutt’altro che casuale la scelta dei “bersagli da colpire”, infatti, da parte dei leoni da tastiera che hanno inondato i social di minacce ed insulti pesantissimi.

Catello Maresca, da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus, non ha mai smesso di tenere i riflettori accesi sulle mafie e, in particolare, ha precisato che alla base degli scontri di inizio marzo nelle carceri italiane vi fosse l’esigenza di assicurare canali di comunicazione con il mondo esterno, ovvero, tablet per i contatti skype per potersi avvalere di strumenti poco tracciabili e perfino più sicuri e discreti dei colloqui “face to face” stoppati per sventare il pericolo di contagio. Colloqui telematici assicurati anche ai detenuti in regime di alta sicurezza che in questo modo sono tornati a riappropriarsi del potere criminale, dettando ordini, strategie. Grazie ai tablet governativi vengono consentite conversazioni a mezzo skype tra detenuti e i propri familiari, delineando uno scenario che potrebbe sortire effetti dannosissimi.

Maresca ha inoltre proposto di arginare l’emergenza nelle carceri assicurando presìdi sanitari differenziati all’interno degli istituti penitenziari, senza rischiare che le mafie escano rafforzate da questa situazione e che possano trarre benefici e vantaggi da questa condizione.

Sulla stessa lunghezza d’onda il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, che è intervenuto con determinazione sulla necessità di evitare scarcerazioni, premi e benefici all’ombra della pandemia.

A incattivire i familiari dei detenuti anche gli interventi dei due esperti dell’antimafia, finalizzati a tenere alta l’attenzione sul cosiddetto welfare criminale che, proprio in regime di quarantena, punta a fornire assistenza alle famiglie in difficoltà, in cambio di consenso e radicamento economico sul territorio.

4 Commenti

  1. Non ci sono commenti di fronte ad un dispositivo del genere. Basta, sono dei poveri incapaci che odiano gli italiani. Si curano di quelli al 41 bis e non vedono le disgrazie di tanta gente che vive e lavora onestamente.

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  2. Politici servi di un pugno di banchieri apolidi e cinici, delle multinazionali e dei massoni neoliberisti che sono arrivati dopo aver distrutto i partiti con manipulite. Che ci si può aspettare da questi signori che hanno gestito la trattativa stato-mafia…!? Una vergogna alla memoria di uomini come Falcone, Borsellino, Boris giuliano, Chinnici e tanti altri. Iconografia di un’Italia allo sbando e vicina ad una guerra civile.

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  3. A scarcerazioni avvenute, resteranno nella memoria collettiva i magistrati firmatari di quei provvedimenti e i ministri di un governo che ha gettato la maschera. Non c’è Conso che tenga, di fronte a quest’infamia nei confronti della parte onesta del. popolo italiano. Altro che vergogna, qui si tratta di vera e propria infamia!

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  4. Io penso che la mafia non stia al 41bis quelli sono vittime dei colletti bianchi che gestiscono la mafia. La mafia non è più quella che uccide ma quelli che muovono miliardi di euro. E chi muove tanti soldi?

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