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Detersivi contraffatti: ecco come riconoscerli

di / 0 Commenti / 3989 Visite / 29 aprile, 2020

detersivi-contraffatti Il business dei detersivi contraffatti si rivela una delle attività illecite più redditizie per la criminalità organizzata, soprattutto in relazione ai rischi e ai margini di guadagno.

Un mercato ben avviato da svariati anni e che nel corso dell’emergenza coronavirus ha intensificato le possibilità di guadagno, incrementando la produzione di disinfettanti ed igienizzanti non a norma di legge. 

Una macchina affinata ad arte e che include anche la fedele riproduzione di flaconi ed etichette delle più celebri marche. Detergenti e detersivi preparati in barba alle norme sanitarie e alle rigide normative europee che prevedono direttive molto severe, sia per quanto riguarda la percentuale di composti chimici utilizzati, sia per le diciture da includere nelle etichette e che contengono una serie di informazioni importanti, un aspetto, quest’ultimo, molto spesso ignorato dall’acquirente.

Fornire merce a prezzi stracciati per la camorra è anche una forma di controllo sociale. Un’economia parallela che distrugge la concorrenza ed ammazza l’economia legale.

Inoltre, la camorra, nel corso del tempo, ha imparato a farsi scudo del mercato nero dei detersivi contraffatti per imporre il pizzo ai negozianti, intimandogli di rifornirsi attraverso il mercato del falso: soldi in cambio di merce, un passaggio che non lascia tracce e che accontenta tutti, tranne il consumatore che molto spesso ignora di acquistare – e di conseguenza di utilizzare  – un prodotto non a norma, con tutti i rischi che questo comporta per la salute.

Come riconoscere i detersivi contraffatti?

Gli esperti della Guardia di finanza hanno indicato 5 semplici regole per aiutare i consumatori a distinguere i prodotti originali da quelli “taroccati”:

  1. Prezzo. Se non ci sono promozioni in corso, il costo inferiore o pari al cinquanta per cento del prodotto, è il primo del segnale che potrebbe indicare che stiamo acquistando un falso;
  2. Etichette. Se riportano la dicitura “Prodotto destinato all’Italia” e il resto delle scritte, composizione e scadenza, è in spagnolo, russo, polacco, quello è un falso, potrebbero essere etichette rubate nei paesi esteri e poi applicate sui prodotti taroccati;
  3. Quantità del prodotto. Poiché l’imbottigliamento automatico rappresenta un costo ragguardevole per i falsificatori, l’operazione viene fatta a mano. E quindi la quantità immessa nei contenitori non è mai la stessa;
  4. Tappo di sicurezza. La legge italiana impone che il tappo utilizzato nei prodotti per l’igiene personale e domestica, abbia il meccanismo di sicurezza “spingi e apri”, a salvaguardia dei bambini. Si tratta di un dispositivo relativamente costoso e, per tale motivo, i falsificatori utilizzano un tappo normale;
  5. Dispositivi anti-contraffazione. Alcuni prodotti originali presentano dispositivi per rendere più evidente la contraffazione. Ad esempio, tra i prodotti più contraffatti e più diffusi ci sono le classiche spugnette abrasive gialle e verdi (sono state sequestrate circa 50.000 spugnette). La spugna originale è protetta da un brevetto della 3M, casa tedesca, e quella originale presenta un logo di colore nero impresso sulla parte gialla, e non scolorisce mai. Sulle spugne taroccate (realizzate con prodotti plastici tossici) il logo viene impresso con uno stampino, che scolora e scompare dopo il primo utilizzo.

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