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Fase 2: scatta il revenge beauty, +146% le prenotazioni per servizi di bellezza

di / 0 Commenti / 33 Visite / 21 maggio, 2020

revenge-beauty Sono diventate virali le immagini dei negozi e dei grandi magazzini che hanno trovato, alzando la saracinesca, file chilometriche di clienti. Ma il 18 maggio non è partito solo quello che è stato definito revenge shopping, vale a dire la corsa per recuperare tutte le compere non fatte durante la quarantena ricompensandosi per le rinunce, ma anche il revenge beauty, che ha visto esplodere le agende di parrucchieri ed estetisti.

A tre cifre l’aumento di appuntamenti confermati lunedì 18 maggio rispetto ad un lunedì medio prima del Covid (+146%). Come a tre cifre è l’incremento di ricerche di utenti su sito e app che hanno scandagliato i vari saloni per trovare una disponibilità (+167%).

Dopo mesi di fai da te, non sempre con risultati felici, gli utenti appena hanno potuto sono corsi dai loro professionisti di fiducia. Ma quali sono stati i trattamenti più richiesti per la prima settimana di apertura dei saloni di bellezza? Back to the basics: in cima ai desideri restano i servizi essenziali, taglio, colore e ceretta gambe e inguine per le donne; taglio capelli, foggiatura della barba ed epilazione dorso e spalle per gli uomini. Non solo capelli e ceretta: completano la top 5 dei più desiderati per le donne anche manicure con semipermanente e pedicure, mentre gli uomini sono corsi a prenotare epilazione ascelle e, a seguire, sopracciglia.

La voglia di uscire non ha impedito a molti di lasciare le mura di casa per chiudersi in salone: a quarantena conclusa la permanenza media delle donne dal parrucchiere è stata di 2,5 ore e di un’ora e mezza dall’estetista. Se la sono cavata più velocemente gli uomini che hanno trascorso in compagnia del barbiere “appena” 45 minuti.

Lievitato lo scontrino medio, in particolar modo per le donne che hanno preferito trattamenti in combo e che hanno dovuto sostituire servizi di mantenimento con sedute ex novo, più lunghe e costose. Mediamente, allo scadere della quarantena hanno speso 32 euro dall’estetista e 67 dal parrucchiere, contro i – rispettivamente – 21 e 45 euro medi prima della crisi sanitaria. Invariato lo scontrino medio degli uomini che hanno investito circa 30 euro per la loro bellezza.

La corsa ai saloni non è stata per tutti uguale. In cima alle regioni che hanno registrato un’impennata nelle prenotazioni c’è la Campania, seguita da Lombardia, Lazio, Piemonte e Toscana.

Generalmente vediamo volumi così importanti di ricerche e di prenotazione nei periodi caldi per il nostro business, come ad esempio le festività natalizie” racconta Alessandro Bruzzi, co-fondatore e CEO di UalaNei mesi del lockdown in tanti hanno riconosciuto il valore dei professionisti della bellezza di cui non hanno voluto più fare a meno, non appena è stato possibile. Il merito è stato anche di parrucchieri ed estetisti che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno impiegato in modo positivo le loro energie nei mesi di chiusura con tutorial, dirette social e messaggi rassicuranti sul lavoro di adempimento alla nuova normativa sanitaria. I numeri dimostrano che il ringraziamento dei clienti non sta tardando ad arrivare.”

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