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Napoli: traffico sul lungomare, fotoreporter minacciato, uomo accoltellato a piazza Bellini

di / 0 Commenti / 79 Visite / 25 maggio, 2020

ce75df9169ac6e9c7723a53ca4928c53-kkvg-u3190264503452obc-656x492corriere-web-sezioni E’ un bollettino decisamente negativo quello che sintetizza quanto accaduto nel primo weekend della “seconda fase della fase 2” a Napoli.

Nonostante la chiusura alle 23 di bar, locali ed attività ristorative, nei luoghi simbolo della movida partenopea tantissime persone si sono riversate in strada fino a notte fonda.

Le immagini delle auto in coda sul lungomare Caracciolo, i bicchieri, le bottiglie e rifiuti del “day after” e gli assembramenti di giovani nei luoghi-simbolo della “Napoli by night” hanno fatto molto discutere e hanno suscitato reazioni forti e contrastanti da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

Traffico bloccato fino alle 4 del mattino, assembramenti e bivacchi, schiamazzi, risse tra giovani e residenti esasperati a filmare il tutto. Tantissimi i video-denuncia pubblicati sui social network. Migliaia di persone, anche senza mascherina, si sono riversate in strada, a piedi o con le auto.

Il fotoreporter dell’Ansa Cesare Abbate è stato costretto a consegnare la scheda con le fotografie mentre stava documentando la movida agli chalet di Mergellina. E’ il quarto episodio nell’arco di pochi giorni. “Siamo preoccupati per questo clima che si sta creando, – si legge in una nota del Sindacato Unitario dei giornalisti della Campania – i fotoreporter non possono diventare il bersaglio di chi, probabilmente anche perché non rispetta le regole e le misure di sicurezza imposte per il
 Covid-19, minaccia chi svolge il proprio lavoro. Il diritto di cronaca non può essere calpestato, la consegna della scheda con le fotografie è un gesto intollerabile, gli aggressori vanno identificati e puniti. Il Sindacato è pronto a sostenere con il proprio ufficio legale i colleghi che vogliano denunciare.”

Durante la serata di domenica 24 maggio un uomo è stato accoltellato nella centrale Piazza Bellini, nel cuore del centro storico di Napoli, uno dei luoghi della movida. Secondo quanto si è appreso l’uomo è in gravi condizioni. Si tratta di un extracomunitario che ha una età compresa tra i 30 e i 40 anni, presumibilmente ferito al culmine di una lite con un conoscente. Trasportato dal 118 all’ospedale Vecchio Pellegrini è stato sottoposto ad intervento chirurgico all’addome.

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, annuncia un’ordinanza che prevede l’ampliamento dell’apertura di tutte le attività economiche, entro venerdì prossimo. Il provvedimento entrerà in vigore il prossimo primo giugno e durerà fino al primo ottobre. “Occorre procedere verso nuove aperture – ha spiegato il sindaco nel corso dell’edizione delle 20 del TgR Campania di domenica 24 maggio – e concedere più spazi pubblici per fare in modo che la gente possa distribuirsi meglio sulla città. Non servono provvedimenti come la chiusura del Bosco di Capodimonte che va quanto prima riaperto”.

L’Amministrazione comunale punta alla concessione gratuita di occupazione di suolo pubblico. E ciò non solo per le attività legate alla ristorazione o alla somministrazione di bevande, ma anche alle altre attività economiche che possono svolgere una parte delle loro attività all’esterno. De Magistris ha anche annunciato che la suddetta ordinanza consentirà l’apertura h24 delle attività commerciali.

“Mesi di chiusure, di relazioni interrotte hanno pesato su ognuno di noi. – si legge nella “riflessione rivolta ai giovani” pubblicata su facebook dal governatore campano Vincenzo De Luca – C’è voglia di uscire, di respirare.
Ma questa epidemia ha cambiato il mondo, la gerarchia dei valori, la sensibilità delle persone. E non potrà essere messa tra parentesi ma ci obbliga a qualche riflessione più di fondo.
Occorre abituarsi a pensare che nulla potrà tornare puramente e semplicemente come era prima.
Conviene allora pensare a forme di socializzazione all’insegna non più di una massificazione alienante, ma di una umanizzazione delle relazioni, di un rapporto più attento con l’ambiente, di una riscoperta dei valori di solidarietà. In questi anni abbiamo visto affermarsi troppo spesso modi di incontro tra i giovani segnati da uso di superalcolici, a volte droghe, al punto da perdere la stessa possibilità di comunicare, di parlarsi, di ascoltarsi.
C’è da augurarsi che i problemi di questi giorni siano anche per tutti un’occasione per riscoprire modi di incontro e di divertimento più semplicemente umani.
Detto questo, di fronte alle immagini notturne di violenze e di vandalismo – che nulla hanno a che fare con gli incontri giovanili – non riemerga il volto dell’Italia del “fare finta”. Lo Stato ha l’autorità e il dovere di imporre il rispetto delle regole e di garantire le norme di sicurezza”.

 

 

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