Il nuovo modo di leggere Napoli

Omicidio-suicidio a Portici: uccide la compagna a coltellate e si getta dal balcone

di / 0 Commenti / 22 Visite / 28 luglio, 2020

porticiomicidiosuicidio-700x400Sconcerto e cordoglio: questi i sentimenti dominanti lungo via Libertà, la strada del comune napoletano di Portici che ieri sera, lunedì 27 luglio, è stata teatro dell’ennesimo femminicidio, con l’aguzzino che si è tolto la vita dopo aver assassinato brutalmente la compagna.

L’episodio è accaduto in un appartamento al quarto piano in via Libertà al civico 216. Giovanni Fabbrocino, 65 anni, prima di lanciarsi dal balcone morendo sul colpo tramortito al suolo, ha ucciso la sua compagna, Maria Adalgisa Nicolai di 58 anni, ricercatrice della facoltà di Agraria.

La donna originaria di San Severino Lucano, un paese in provincia di Potenza, era una stimata e conosciuta ricercatrice di Scienze e Tecnologie Alimentari al Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, dove si era laureata in Scienze Agrarie nel 1991.

A carico di Giovanni Fabbrocino, 65 anni, di Portici, disoccupato con la fedina penale pulita, non risulta nessuna denuncia, nemmeno per violenze domestiche.

I due convivevano saltuariamente nella casa diventata teatro della tragedia, stando a quanto riportato da “Il Mattino”, il 65enne era terrorizzato dal covid e negli ultimi tempi avrebbe accusato lei di aver sottovalutato l’emergenza sanitaria Covid-19 e glielo avrebbe più volte rinfacciato. A breve sembra che la coppia avrebbe dovuto raggiungere i familiari dei lei, in un paesino in provincia di Potenza.

Secondo quanto riferito dai vicini, i due avrebbero avuto un litigio nel corso del pomeriggio, ma nulla che lasciasse presagire quanto sarebbe accaduto di lì a poco. La donna è stata colpita da numerosi fendenti con un’arma da punta e taglio, probabilmente un coltello da cucina che si trova ancora nell’appartamento. Diverse ferite all’addome, inflitte con un coltello, e profonde contusioni alla testa.

Ieri sera quando i carabinieri sono entrati nell’abitazione al quarto piano di via Libertà 216, hanno trovato il corpo di lei a terra, privo di vita, in un lago di sangue con la lama di un grosso coltello conficcata nell’addome. Dalle prime ricostruzioni è emerso che la donna sarebbe stata prima tramortita con un martello o un oggetto contundente e poi uccisa con numerose coltellate al torace e alla pancia; Fabbrocino, usando probabilmente un coltello da cucina, le avrebbe aperto il torace e avrebbe intenzionalmente asportato dei pezzi degli organi. La donna sarebbe morta poco prima che l’uomo si suicidasse.

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)