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Mostra del Cinema: domani focus su direttiva Ue sul copyright con Martella, Lorusso e Giulietti

di / 0 Commenti / 26 Visite / 7 settembre, 2020

725a2f53a0d8efe6009dab5a799fa872Alla Mostra del Cinema di Venezia in anteprima l’illustrazione dei decreti attuativi della direttiva
europea sul diritto d’autore. Un appuntamento importante per migliaia di lavoratori e operatori del
giornalismo, dell’editoria, del cinema, della musica, del teatro e delle arti quello di domani, martedì
8 settembre, al Lido di Venezia, alle 12, nella Casa degli autori in Lungomare Marconi 56.
I rappresentanti dei giornalisti, degli editori, dei produttori incontreranno il sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio, Andrea Martella, il quale renderà noti i provvedimenti che di fatto danno
un contributo fondamentale nella difesa del lavoro regolare e quindi della qualità del prodotto, sia
esso informazione, cinema, teatro, letteratura.
Saranno presenti Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della
Federazione nazionale della Stampa italiana; Andrea Purgatori, presidente delle Giornate degli
autori; Laura Delli Colli, presidente del Sindacato dei giornalisti cinematografici.
L’iniziativa si pone quale traguardo di un percorso avviato giusto un anno fa sempre nella Casa
degli autori, quando la Fnsi promosse l’incontro con il presidente del Parlamento europeo teso ad
accendere i riflettori sulla necessità vitale del recepimento della direttiva Ue sul copyright.
«Questa direttiva europea – afferma con forza Lorusso – stabilisce che difendere il diritto d’autore
significa che non si può utilizzare il lavoro altrui per ricavare profitti miliardari e, quindi, che non si
possono calpestare i diritti dei lavoratori, violare la dignità delle persone, sfruttare e sottopagare il
lavoro, ignorare gli investimenti che si fanno in competenze e professionalità. Deve essere chiaro
che si tratta di una battaglia di libertà: in gioco c’è il valore del lavoro intellettuale e quindi del
giornalismo di qualità, della sostenibilità dell’industria editoriale. E del pluralismo presupposto della
tenuta democratica del Paese».

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