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Napoli, 17enne ucciso da poliziotto intervenuto per sventare rapina: arrestato il complice 18enne

di / 0 Commenti / 420 Visite / 4 ottobre, 2020

Conflitto a fuoco con polizia, muore rapinatore 17enne.Morire a 17 anni per compiere una rapina con una pistola giocattolo. Succede ancora una volta a Napoli.

Nella notte tra sabato 3 e domenica 4 ottobre, tra via Duomo e via Marina, nel cuore del centro cittadino, nei pressi della zona portuale, un giovane che avrebbe compiuto a breve 18 anni e un 18enne hanno preso di mira un’automobilista, ma ad avere la peggio sono stati proprio i due ragazzi: il più giovane ha perso la vita, mentre il maggiorenne è stato arrestato.

Tra due mesi Luigi Caiafa, dei Quartieri Spagnoli, avrebbe raggiunto la maggiore età.

La notte scorsa, intorno alle 4.30 i due giovani, in sella ad uno scooter, caschi integrali sulla testa e pistola in pugno, – poi rivelatasi un’arma giocattolo – hanno avvicinato un’automobile nei pressi di via Marina, minacciando l’uomo alla guida e i due passeggeri intimando di consegnare denaro e telefoni. Nello stesso istante una pattuglia della Squadra Falchi ha attraversato la strada e, vista la scena, è intervenuta, sparando alcuni colpi d’arma da fuoco, provocando la morte del 17enne.

Spetterà ai magistrati chiarire perchè gli agenti abbiano aperto il fuoco.

Gli inquirenti stanno approfondendo la dinamica dell’accaduto e l’agente probabilmente verrà ascoltato domani dal pm Claudio Basso, alla luce delle ultime risultanze investigative. Gli agenti sono intervenuti a bordo di un’auto “civetta” dopo la segnalazione di una rapina in corso, ed erano in borghese. Sono in corso anche accertamenti balistici ed è in corso la ricerca di eventuali altri bossoli. Gli inquirenti stanno sentendo il resto dell’equipaggio dei poliziotti intervenuti. Sono in corso anche accertamenti sulla pistola sequestrata. Al momento il poliziotto che ha sparato non è indagato.

Il maggiorenne è stato arrestato e il motorino, poi risultato rubato, sequestrato.

L’arrestato è il figlio di Gennaro De Tommaso, l’ex capo ultrà del napoli conosciuto come Genny ‘a carogna e balzato agli onori della cronaca in occasione della finale di coppa Italia disputatasi all’Olimpico di Roma a maggio del 2014, prima della quale venne ferito a colpi di pistola un giovane supporter azzurro, Ciro Esposito, deceduto dopo diverse settimane di agonia. In quella circostanza, De Tommaso, attirò l’attenzione dei media nazionali ed internazionali sia per la trattativa avviata per decidere se fosse il caso di disputare l’incontro, sia per la t-shirt che indossava, sulla quale era stampata la scritta “Speziale libero”, in riferimento all’ultras siciliano ritenuto responsabile della morte dell’ispettore Raciti, nell’ambito degli scontri tra ultras catanesi e forze dell’ordine il 2 febbraio del 2007.

“Il Capo della Polizia, con cui sono in costante contatto e che segue attentamente la vicenda,  pur nel pieno rispetto degli esiti dei doverosi accertamenti della Magistratura e dell’umana pietà per la morte di un ragazzo, mi ha raccomandato di rinnovare la sua vicinanza e il sostegno agli operatori della Polizia di Stato come delle consorelle forze di polizia che sono chiamati, rischiando la vita, ad affrontare un contesto criminale diffuso ed estremamente pericoloso”.

 

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