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“Pizzeria Covid”: la protesta civile del pizzaiolo Errico Porzio contro il nuovo Dpcm

di / 0 Commenti / 956 Visite / 25 ottobre, 2020

uChiusura di locali e ristoranti alle 18 che potranno restare aperti la domenica e nei giorni festivi: questo è quanto previsto dall’ultimo Dpcm firmato da Conte e che infligge un’altra dura stangata alle attività ristorative.

Non si è fatta attendere la replica del pizzaiolo di Soccavo Errico Porzio, titolare di ben 5 locali in Campania.

Il pizzaiolo social – così ribattezzato per la popolarità conseguita sui social network dai video delle sue pizze – ha inscenato una protesta civile ed amaramente ironica, insieme al suo staff.

Tutti schierati dietro un cartellone sul quale c’è scritto:

“PIZZERIA COVID

  • qui entrano solo i positivi
  • si accettano prenotazioni per tavolate di 20/30/40 persone
  • non si misura la temperatura
  • non c’è obbligo di mascherina
  • non serve il documento, ma il certificato di positività dell’Asl

Il manifesto di protesta termina con una domanda provocatoria rivolta alle istituzioni: “Caro governo, possiamo restare aperti?”

Con la lungimirante ironia che da sempre lo contraddistingue e che ha concorso a renderlo uno dei pizzaioli napoletani più amati del web, Porzio rilancia le perplessità e il malcontento della categoria alla quale appartiene e che da mesi lavora nell’ossequioso rispetto delle normative anti-covid. Tuttavia, ciò non è bastato per scongiurare il temuto pericolo di ulteriori restrizioni che rischiano di mettere nuovamente a dura prova le sorti economiche di tante, troppe famiglie.

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