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Emergenza coronavirus: manca piano socio-economico, dietrofront di De Luca sul lockdown

di / 0 Commenti / 209 Visite / 25 ottobre, 2020

de-luca-3-6Scongiurato il lockdown in Campania, almeno per ora. Il governatore Vincenzo De Luca avrebbe cambiato idea in seguito alla conferenza Stato-Regioni, da cui “è emersa l’indicazione del Governo di non assumere drastiche misure restrittive a livello nazionale. In queste condizioni diventa improponibile realizzare misure limitate a una sola regione, al di fuori quindi di una decisione nazionale, che comporterebbe anche incontrollabili spostamenti al di fuori dei confini regionali“.

L’elemento che ha portato il governatore campano a fare marcia indietro sarebbe da ricercare nell’impossibilità di garantire supporto socioeconomico alle categorie che verrebbero penalizzate da una nuova chiusura totale.

L’assenza di un piano socioeconomico che De Luca ha affermato di considerare essenziale prima di varare drastiche chiusure. Per il governatore, inoltre: “Tutta l’area metropolitana di Napoli dovrebbe essere zona rossa“.

Solo didattica a distanza mentre per De Luca è “improponibile” la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18. Per i locali si conferma la volontà di mantenere gli orari già previsti dall’ordinanza regionale, con chiusura alle 23. “In assenza di una misura restrittiva generale non ha senso adottare norme che mettono in ginocchio intere categorie“.

Seppure all’indomani della gli scontri avvenuti nei pressi della Regione Campania, De Luca avesse confermato il pugno duro e l’intenzione di introdurre le restrizioni annunciate, nel pomeriggio l’esito della Conferenza Stato-Regioni lo ha convinto a rinviare il lockdown della Campania.

Intanto il governatore si differenzia su due questioni cardine del nuovo dpcm: la didattica a distanza a suo avviso deve rimanere al cento per cento, con l’eccezione dei soli asili, e i locali pubblici vanno chiusi alle 23 invece che alle 18 come previsto dall’ultima ordinanza nazionale.

Confermata quindi la volontà di mantenere gli orari già previsti dall’ordinanza regionale. “In assenza di una misura restrittiva generale non ha senso adottare norme che mettono in ginocchio intere categorie”, dice il governatore.

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