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Carabiniere suicida nel salernitano: continua la “strage silenziosa”

di / 0 Commenti / 971 Visite / 25 ottobre, 2020

suicidio-carabinierie-fiscianoSi chiamava Raffaele Deriu il carabiniere che si è tolto la vita nel salernitano, sparandosi un colpo con la pistola d’ordinanza all’interno della sua auto.

Nella giornata di sabato 24 ottobre, il 51enne militare dell’arma in servizio presso la stazione di Mercato San Severino, si è tolto la vita con un colpo di pistola nella sua auto. L’uomo è stato trovato morto nella sua Renault Megane nella frazione Pizzolano.

Il carabiniere, marito e padre di due figli, era stato trasferito da poche settimane da Torre Annunziata. Al momento non si conoscono le cause del gesto estremo. Il militare, di origine sarde, era residente a Nocera Superiore.

Il Segretario Generale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) Antonio de Lieto ha dichiarato: “Il LI.SI.PO. tutto si unisce all’immenso dolore della famiglia del Carabiniere che si è tolto la vita. Purtroppo, amaramente siamo costretti a registrare che il “virus suicidi” nelle Forze dell’ordine continua sempre più a mietere vittime. Questa O.S. LI.SI.PO. ha sempre chiesto ai vertici del Ministero dell’interno necessarie strategie finalizzate a debellare la “piaga suicidi nelle Forze di Polizia. Il LI.SI.PO. ritiene non più rinviabile l’istituzione di un pool di psicologi a stretto contatto con gli operatori di Polizia in tutti gli uffici e/o posti di lavoro, in modo tale da intervenire per tempo su qualsiasi situazione sospetta che l’appartenente alle Forze dell’ordine stesse vivendo, assicurando allo stesso modo il necessario supporto al fine di evitare il verificarsi di qualsiasi atto drammatico. Ad oggi, a giudizio del LI.SI.PO., – ha rimarcato de Lieto – non si sono visti i risultati sperati e il numero delle perdite nelle file delle Forze dell’ordine sale sempre più in alto. Il LI.SI.PO. – ha concluso de Lieto – ancora una volta  chiede ai signori del “palazzo romano”, di impegnarsi ancor più per debellare definitivamente questa “strage silenziosa” che continua a mietere vittime tra gli operatori della sicurezza”.

 

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