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Sergio Risaliti è guest curator della sezione di arte contemporanea al Museo e Real Bosco di Capodimonte

di / 0 Commenti / 62 Visite / 25 ottobre, 2020

sergio_risaliti_coloriSergio Risaliti, 58 anni, è guest curator della sezione di arte contemporanea al Museo e Real Bosco di Capodimonte. Selezionato con una bando pubblico, Risaliti, storico e critico d’arte, ideatore e curatore di mostre ed eventi interdisciplinari, scrittore e giornalista, vanta una conoscenza ad ampio raggio della storia dell’arte, dal Rinascimento ad oggi. Tra i suoi lavori c’è la curatela dell’installazione della Croce di Mimmo Paladino in piazza Santa Croce a Firenze nel 2012 ma anche la curatela della mostra Michelangelo Buonarroti. Incontrare un artista universale, presso i Musei Capitolini di Roma nel 2014, con Cristina Acidini ed Elena Capretti. Ha curato, inoltre, mostre su artisti come Jeff Koons, Alighiero Boetti, Giuseppe Penone, Antony Gortmely, Jan Fabre, Eliseo Mattiacci, Ytalia. Vanta pubblicazioni su Giulio Paolini, Gustav Klimt e Jannis Kounellis.

A Capodimonte prende in carico una collezione che vanta opere di Burri (Grande Cretto Nero), Merz (Onda d’urto), Alfano (Camera), Paladino (Vasca), Kosuth (Modus Operandi), LeWitt (White bands in a black room), Daniel Buren (Indizi-Opera in situ) e Warhol massimo esponente della Pop Art che nel 1985 realizza le immagini serigrafate del Vesuvio in eruzione (Vesuvius). E ancora Luoise Bourgeois, Herman Nitsch, Ettore Spalletti, Guido Tarafiore, Mimmo Jodice, Sergio Fermariello, Gino de Dominicis, Jan Fabre, Yeesookyung, John Armleder solo per citarne alcuni.

Ho potuto ammirare il lavoro di Risaliti a Firenze e sono certo cha la sua collaborazione con Capodimonte possa aiutarci a far crescere la sensibilità contemporanea, particolarmente viva nella città di Napoli. Lavoreremo insieme per offrire opportunità ai giovani artisti con residenze e con altri momenti di formazione” afferma il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger che, utilizzando le possibilità offerte dall’autonomia ministeriale, ha così colmato una lacuna in organico per la carenza di funzionari storici dell’arte specializzati nell’arte contemporanea. “Già nel 2017 abbiamo istituito, grazie a una collaborazione con l’Università del Texas, il Centro di ricerca La Capraia gestito dall’Edith O’Donnell center for History of Art – prosegue Bellenger – e, una volta terminato il restauro della Casa Canonica alle spalle della Chiesa di San Gennaro nel Bosco di Capodimonte, avremo la possibilità di ospitare quattro artisti per un periodo di residenza”.

Mi sento in forte sintonia con i progetti già avviati dalla Direzione di Capodimonte, come la tipologia di mostre focus Incontri sensibili, che riconnette passato e presente, patrimonio antico e produzione contemporanea – afferma Sergio Risaliti  lavorerò per implementare queste iniziative e per portare nuovi progetti artistici utilizzando come spazio espositivo anche il Bosco, in un sempre più necessario rapporto con la Natura”. “I musei non sono solo luoghi di conservazione del patrimonio, ma grandi istituzioni culturali con spazi per la ricerca e formazione, la mediazione culturale e la trasmissione della conoscenza – prosegue Risaliti – Capodimonte è un grande museo con un patrimonio di straordinario valore anche sul fronte del contemporaneo che può essere luogo ideale per sviluppare residenze destinate a giovani artisti, dar vita a programmi di ricerca e di formazione per curatori, Una “palestra” per giovani storici e critici d’arte senza dimenticare le potenzialità sul fronte dell’inclusione sociale culturale e sulla divulgazione dei linguaggi dell’arte contemporanea”.

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