Il nuovo modo di leggere Napoli

Tamponi rapidi, i pediatri di famiglia in campo per resistere all’ondata del virus

di / 0 Commenti / 112 Visite / 28 ottobre, 2020

sclerosi-al-cardarelli-la-telemedicina-jpg_page-0001C’è l’intesa tra il Governo e i pediatri di libera scelta, ultimo baluardo – assieme alla medicina generale – di un sistema sanitario che altrimenti rischia il collasso. «Siamo pronti – spiega il vice presidente nazionale FIMP Antonio D’Avino – a fare ancora di più per la salute pubblica. Ovviamente, portando avanti un’attività che possa essere svolta in sicurezza, con la dotazione di tutti i dispositivi di protezione individuale definiti dalle normative. Negli studi che hanno le giuste caratteristiche e nelle strutture distrettuali delle ASL saremo presenti per sottoporre i piccoli pazienti ai tamponi antigienici rapidi, strumenti essenziali per consentire ai genitori di tornare al lavoro, riammettendo in comunità i bambini asintomatici che hanno avuto contatti con soggetti positivi».
Così come previsto dall’intesa siglata ieri, il target dei tamponi rapidi è quello dei contatti stretti asintomatici, individuati dal pediatra di libera scelta oppure individuati e segnalati dal Dipartimento di Prevenzione e, solo occasionalmente, dei casi sospetti di contatto che il pediatra si trova a dover visitare. Inoltre, i tamponi rapidi saranno effettuati ai contatti stretti asintomatici allo scadere dei 10 giorni di isolamento, identificati in base ad una lista trasmessa dal Dipartimento di Sanità Pubblica/Igiene e Prevenzione al pediatra.
Definito in maniera stringente anche l’iter relativo agli esiti: il pediatra che esegue il tampone registra la prestazione eseguita e il risultato ottenuto sul sistema informativo messo a disposizione dalla Regione.
In caso di esito positivo il pediatra provvede a darne tempestiva comunicazione al Servizio Sanità Pubblica/Igiene e Prevenzione della propria Azienda così da permettere di adottare i provvedimenti necessari; allo stesso tempo raccomanda l’isolamento domiciliare fiduciario in attesa dell’esito del tampone molecolare di conferma.
In caso di esito negativo è sempre il pediatra che è deputato a rilasciare l’attestazione alla famiglia dei piccoli pazienti.
Restano poi valide tutte le precauzioni definite sino ad oggi per evitare assembramenti e contagi. «In caso di malattia è sempre necessario – ricorda D’Avino – contattare il proprio pediatra, così da poter effettuare un triage telefonico e concordare, se del caso, un appuntamento a studio. Comprendiamo bene le difficoltà dei genitori e per questo chiediamo loro di essere disciplinati e di aiutarci a svolgere le visite in sicurezza».

Restiamo in attesa della convocazione da parte della Regione al fine di concordare le modalità operative per l’esecuzione dei test rap

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)