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Guida alla scelta dei migliori liquidi per sigaretta elettronica

di / 0 Commenti / 102 Visite / 29 ottobre, 2020

sigaretta-elettronicaAd oggi, visto che praticamente tutti o quasi hanno preso atto dell’abnorme pericolosità che porta il fumo di sigaretta e le conseguenze che questo ha sui suoi consumatori e le persone intorno ad esse, sia sul lungo che sul breve termine, in molti hanno cominciato ad avvicinarsi al mondo delle sigarette elettroniche.

Ma come fare per acquistare online liquidi per sigaretta elettronica di qualità e capire quali sono i migliori da scegliere?

Questo è quello che scopriremo in questa guida da qui a poco, e per farlo bisogna partire proprio dalle differenze che caratterizzano la sigaretta elettronica da quella “classica”.

La differenza principale: la combustione

Ciò che differisce principalmente queste due modalità di consumo apparentemente simili ma completamente distinte e separate si trova proprio nel consumo stesso di essa e le sue modalità: e cioè la combustione contro la vaporizzazione.

Una sigaretta tradizionale, infatti, è avvolta in quello che rassomiglia a un cilindro allungato di carta avvolgente con al suo interno un contenuto di tabacco, spesso modificato, il cui consumo avverrà tramite combustione.

Ma è proprio dietro questa combustione si celano la maggior parte dei pericoli e la causa della maggior parte dei malanni relativi al fumo di sigaretta. Una volta che viene accesa una bionda, si sprigionano una serie di sostanze estremamente dannose per il nostro fisico, le quali provengono da sostanze interne ad essa come il catrame, diversi metalli, una serie di composti organici volatili e molto, molto altro purtroppo.

Per quel che riguarda invece la sigaretta elettronica e il suo funzionamento, essa non prevede alcun tipo di combustione. La e-cig, infatti, funziona tramite una batteria ricaricabile che avvia un processo che porta l’atomizzatore a riscaldare il liquido contenuto all’interno di quest’ultima, fino ad arrivare a vaporizzarlo.

Ed è qui che entrano in gioco i liquidi da vaporizzazione.

Differenza di odore e sapore

Chi viene da un passato da fumatore, sa benissimo che le sigarette, tendenzialmente, tendono ad avere pressappoco lo stesso sapore. Le varietà che distinguono un brand da un altro sono spesso minime, per alcuni persino trascurabili.

Per quanto riguarda invece il mondo dello svapo, tutto questo cambia radicalmente.

Uno dei motivi che spinge le persone a provare le sigarette elettroniche è proprio la varietà di gusto e odore che possono emanare infatti i liquidi da vaporizzazione, i quali differiscono profondamente da quello che dicevamo poco prima sul cosiddetto puzzo di sigaretta.

Già, perché se viene chiamato “puzza di sigaretta”, e non odore, un motivo ci sarà. Quando si fuma infatti non si spargono solamente sostanze nocive nell’aria e nel proprio corpo, ma si emanano anche una serie di cattivi odori che hanno portato a coniare l’idiomatico termine puzza di sigaretta.

Quindi, una delle cose da prendere sarà proprio la questione relativa al soddisfare questi due sensi principali: il gusto e l’olfatto.

Scelta del liquido

I gusti e gli aromi in cui poter scegliere sono davvero tantissimi quando si parla di liquidi da vaporizzazione.

Questo crediamo sia uno dei principali motivi da seguire quando si parla di liquidi da vaporizzazione e come sceglierli: seguire i propri gusti personali. Vista l’enorme varietà, possiamo lasciarci trasportare da quello che più ci alletta nella vita di tutti i giorni. Se siamo persone, ad esempio, che amano i gusti dolci, c’è la possibilità di selezionare aromi fruttati, se si è degli ex-fumatori incalliti invece si potrebbe pensare ai gusti tabaccosi, in modo da non “perdere” quel sapore.

A prescindere da quale si scelga però, nessuno di questi emanerà un odore sgradevole (neanche quelli tabaccosi), quindi è importante focalizzarsi soprattutto sull’aspetto del sapore piuttosto che altro.

Riguardo quest’ultimo, segnaliamo la presenza di quelli che vengono comunemente definiti come “liquidi americani“. Questi sono un tipo di liquido dal sapore molto peculiare, poiché presentano una certa intensità aromatica superiore.

Ciò è dovuto anche al fatto che essi presentano una quantità più alta di diacetile al loro interno, un elemento alcolico utilizzato proprio allo scopo di esaltare il sapore selezionato, a prescindere che esso sia un sapore dolce o tabaccoso.

Altra peculiarità però dei liquidi americani è che questi, nella loro madrepatria, tendono ad avere una concentrazione di nicotina al loro interno molto più elevata da quelli di tipo europeo, cosa che non avviene in EU poiché ci sono dei limiti fissi ben stabiliti dalle regole comunitarie che impediscono certi eccessi in materia di nicotina.

Non fatevi frenare da ciò però, perché i migliori e-store presenti sul mercato danno la possibilità di acquistare “liquidi americani” i cui contenuti di nicotina liquida sono stati normalizzati agli standard europei.

Scegliere le percentuali di nicotina

Selezionare la giusta percentuale di nicotina è forse il momento più importante quando si procede nell’acquisto di un liquido da vaporizzazione.

Non tutti sanno infatti che le sigarette elettroniche vengono utilizzate anche allo scopo di smettere di fumare, o almeno come palliativo verso quella che in medicina viene chiamata sindrome di astinenza da nicotina.

Questa sindrome medica riconosciuta e presente in diversi manuali di medicina provoca una forte astinenza i cui effetti collaterali possono essere particolarmente fastidiosi e arrivare al punto tale da interferire con la vita di tutti i giorni. Da qui quindi tutto il mercato relativo ai prodotti alla nicotina volti a smettere di fumare, ma mai se n’era visto uno in cui era possibile fare quanto di più vicino al fumare: e cioè svapare.

Una volta, infatti, che ci saremo rivolti a un rivenditore di liquidi autorizzato, come ad esempio Terpy.it, sarà possibile selezionare non solo l’aroma del liquido che più ci interessa, ma anche la percentuale di nicotina presente in esso. Un metodo molto in voga tra fumatori ed ex-fumatori è proprio quello di scalare le percentuali di nicotina fino ad arrivare a zero, in modo da non provocare un taglio netto da questa sostanza.

Nello specifico, le percentuali presenti in commercio partono da un 0mg/ml di concentrazione di nicotina (quindi senza nicotina) fino a 20mg/ml, il massimo consentito dalle normative europee in materia.

 

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