Il nuovo modo di leggere Napoli

Voragine Ospedale del Mare, la Procura di Napoli ipotizza il disastro colposo

di / 0 Commenti / 204 Visite / 9 gennaio, 2021

d00_videohdfotocopertina20210108_napoli__enorme_voragine_all_ospedale_del_mare__le_immagini_dall_alto-2Il  parcheggio dell’ospedale del Mare non era progettato per sostenere tutto il peso che reggeva: questo è quanto emerge dai primi rilievi degli inquirenti, a lavoro dalle prime ore luci dell’alba di ieri, venerdì 8 gennaio, per accertare le cause che hanno portato al cedimento del suolo dell’area parcheggio del nosocomio di Ponticelli.

La Procura di Napoli ipotizza il reato di disastro colposo. A far luce sulla vicenda, i carabinieri del comando di Poggioreale e del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, oltre ai magistrati della sezione lavoro e colpe professionali.

Nominati due consulenti dalla procura. i due ingegneri hanno già svolto un sopralluogo nell’area sottoposta a sequestro. I lavori di messa in sicurezza dell’intera area seguiranno anche nei prossimi giorni.

Scongiurato il coinvolgimento di persone tra le macerie, anche grazie al supporto di unità cinofile e droni specializzati nelle rilevazioni termiche e pertanto capaci di rilevare la presenza di esseri umani, il lavoro dei miliari dell’arma prosegue anche con il supporto degli strumenti più all’avanguardia. Per disporre di una visuale più chiara e di ulteriori elementi utili alle indagini, infatti, i carabinieri hanno utilizzato un drone che in volo ha effettuato alcune riprese dell’area del parcheggio in cui si è aperta la voragine.

Le infiltrazioni dovute alla pioggia la causa più probabile del crollo, secondo i Vigili del fuoco. Ma il terrapieno della vasca forse non è stato progettato per sostenere tutto il peso che reggeva.

«Ha ceduto un solaio che reggeva un terrapieno con la vasca di rilancio dell’acqua sanitaria e dell’impianto antincendio dell’Ospedale – hanno spiegato i pompieri -. La vasca è in cemento e non ha problemi ma i tubi dei servizi sono stati tranciati. Il terrapieno poggia ora su un secondo solaio, che non sappiamo fino a quando potrà reggere».

 

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)