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Camorra Ponticelli: il pentimento di Rolletta e la misteriosa sparizione di Boccardi

di / 0 Commenti / 2096 Visite / 11 gennaio, 2021

mediana_705960214852900234-jpgqtime1610385751-pagespeed-ce-9t9r3cdpnxIn un clima di logorante calma apparente, gli elementi di spicco della malavita ponticellese vivono giorni colmi di incertezze ed apprensione: le loro sorti sono legate ad un filo che, di giorno in giorno, diventa sempre più labile, delineando un precario equilibrio intorno al disegno camorristico che faticosamente negli ultimi tempi aveva ripristinato una parvenza di stabilità, mettendo fine alla sequenza di spari che aveva introdotto l’ennesima faida per il controllo del territorio, all’indomani del declino del clan De Luca Bossa.

A minare i sogni di gloria dei clan di Ponticelli in conflitto per il controllo dei traffici illeciti è l’ennesimo pentimento eclatante, quello di Rosario Rolletta detto “friariello”, ex fedelissimo del clan XX – sigla distintiva del clan De Micco-De Martino – che da qualche settimana ha lasciato il suo alloggio popolare in via Matilde Serao a Caravita – frazione del comune di Cercola – per avviare l’iter che lo porterà a soggiornare in hotel, prima di vedersi assegnare un’abitazione in una località protetta. Analogo destino al quale solo una parte dei familiari del neo-pentito ha deciso di andare incontro. Buona parte dei parenti, infatti, hanno deciso di restare a vivere nei comuni di Cercola e Pollena Trocchia, malgrado la concreta possibilità di una vendetta trasversale da parte delle varie compagini camorristiche che vedono la loro libertà messa a repentaglio dalle rivelazioni di Rolletta.

Un pentimento clamoroso, quello di friariello, una delle reclute più fedeli e servili del clan De Micco, oltre che uno dei grandi protagonisti dell’ultima stagione di stese e spari andati in scena a Ponticelli e stroncata anche dalla sua inaspettata decisione di passare dalla parte dello Stato.

Secondo quanto emerso di recente, la faida tra gli “XX” e i Casella sarebbe giunta ad un epilogo pacifico proprio all’indomani dell’agguato in cui rimase ferito Rolletta: a prevalere sulle logiche violente, l’intenzione da parte di entrambi i clan di non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine e soprattutto di sventare il pericolo di imminenti arresti. In quell’escalation di spari e tensione, infatti, il timore più diffuso era proprio quello che ad avere la peggio potesse essere un innocente, un civile estraneo alle dinamiche camorristiche, come già accaduto più volte in passato. Le compagini in rotta di collisione per il controllo del territorio, ben consapevoli dei pericoli ai quali espone una faida dai toni marcati e violenti, come quella che stava prendendo forma, a furia di botta e risposta a suon di agguati, hanno optato per una soluzione indolore per entrambe le parti.

La pacifica spartizione del territorio, con i Casella concentrati a controllare la zona storicamente di loro competenza, al pari degli “XX” che sono riusciti quindi a preservare i rioni difesi con le unghie e con i denti anche negli ultimi tempi, la soluzione che improvvisamente ha fatto piombare il quartiere in un silenzio tombale, avrebbe indotto Rolletta a rompere gli indugi e a decidere di collaborare con la giustizia.

Friariello, infatti, avrebbe carpito nella faida in corso, la concreta opportunità di dare libero sfogo alla sua stoffa da leader e giungere così a conquistare la posizione più alta nella piramide gerarchica del clan “XX”, coronando con lo scettro da “boss” la sua ascesa camorristica tra le fila del sodalizio camorristico che ha servito con fedeltà ed onore. Una scalata al potere stroncata sul nascere dalle regole dettate dal codice d’onore della camorra: malgrado la sua giovane età, a capo del clan “XX” resta ben saldo l’ultimo erede della famiglia De Martino. Un rospo troppo duro da mandar giù per una “testa calda” come Rolletta che vanta una lunga gavetta, trascorsa principalmente a fare “il lavoro sporco” per conto della cosca dei tatuati.

In un vortice di apprensione, ruggini e rancori si delinea uno scenario camorristico inaspettato. Rolletta, infatti, vede la sua vita in pericolo, dopo l’agguato in cui rimane ferito lo scorso 2 novembre e non vuole compiere l’estremo sacrificio solo per onorare il ruolo di “umile soldato”. 

Dall’accordo pacifico stipulato tra i Casella e gli “XX”, Rolletta si sente tagliato fuori, ma non è l’unico elemento di spicco della scena camorristica di Napoli est a covare questo genere di risentimento.

In seguito agli arresti delle figure di spicco del clan De Luca Bossa, i gregari scampati alle manette sarebbero passati alla corte dei Casella. Sui due agguati rivolti alle due figure-simbolo degli “XX”, Rodolfo Cardone e Rosario Rolletta, ci sarebbe proprio la firma di una ex recluta del clan del Lotto O, di recente balzato agli onori della cronaca per aver rapito il cuore della dama più contesa dai camorristi quartiere, nonché ex compagna di Roberto Boccardi.

Recchiolone – questo il soprannome di Boccardi – avrebbe deciso di allontanarsi da Ponticelli, proprio all’indomani del “rimpasto” tra i relitti del clan De Luca Bossa e i Casella, perché contrariato dal ruolo di maggiore rilievo ricoperto proprio dall’uomo che attualmente intrattiene una relazione con la sua ex fiamma.

Scampato al primo vortice di arresti e tutt’altro che intenzionato a ricoprire un ruolo marginale nelle logiche camorristiche di Napoli est, Boccardi ha lasciato il quartiere di punto in bianco, facendo perdere ogni traccia di lui. 

 

 

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