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Covid, Campania in zona arancione. Porzio: “Chiediamo di tornare a lavorare al più presto regolarmente”

di / 0 Commenti / 160 Visite / 20 febbraio, 2021

I contagi da coroanvirus in Campania non accennano a diminuire e così da domani, domenica 21 febbraio, la regione del governatore De Luca ritorna in fascia arancione.

Dopo diverse settimane trascorse in zona gialla, in un clima generale di diffusa rilassatezza, complici le giornate miti e soleggiate che si sono registrate soprattutto nel weekend, tra poche ore i ristoratori si vedranno nuovamente costretti a bandire il servizio ai tavoli.

Una notizia che risuona come un fulmine a ciel sereno per ristoratori, pizzaioli, baristi, gestori di locali che avevano iniziato ad assaggiare piccole boccate d’aria, utili a riossigenare le finanze già duramente compromesse dal lockdown e dalle successive limitazioni introdotte per contenere i contagi.

Un passo in avanti provvidenziale, quello compiuto con l’introduzione della Campania in zona gialla, immediatamente eluso dal provvedimento che entrerà in vigore nelle prossime ore e che di fatto rischia di aggravare il quadro economico delle attività ristorative.

“Da domani siamo arancioni e non possiamo nascondere che c’è un po’ di delusione, ma il nostro spirito solare sarà sempre l’arma vincente. Oggi vi accoglieremo come sempre col sorriso e da domani rispetteremo le indicazioni del governo (resteremo chiusi con le sale , continueremo a lavorare con l’asporto e il delivery). Chiediamo semplicemente di ritornare al più presto ad un lavoro regolare (senza questo maledettissimo apri e chiudi) per far ritornare soprattutto quella benedetta stabilità economica e sociale a tutte le persone che lavorano nel settore!”

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Con queste parole, pubblicate sui suoi seguitissimi profili sui social network ed accompagnate da una foto che lo ritrae in compagnia del suo staff, il maestro pizzaiolo Errico Porzio ha commentato la tutt’altro che lieta notizia.

Un urlo di protesta pacifico e ragionevole, quello del pizzaiolo di Soccavo che con un amaro sorriso sulle labbra si fa portavoce dei malumori e delle difficoltà di un’intera categoria, messa duramente alla prova dall’emergenza coronavirus e che auspica di tornare a lavorare con continuità quanto prima.

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