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Ponticelli: torna lo spaccio modello “C’è posta per te” in via Franciosa

di / 0 Commenti / 715 Visite / 4 marzo, 2021

149959695_697617040911062_84372598248642797_nProprio nello stesso periodo in cui è tornato in onda il programma di Maria De Filippi “C’è posta per te”, in via Franciosa è tornata in voga una modalità di spaccio ironicamente ribattezzata proprio con lo stesso nome del celeberrimo format di canale 5.

Una cassetta della posta “anomala”, diversa dalle restanti 10 assegnate alle altrettante famiglie che abitano nella scala C dell’Isolato B5 del plesso di case di edilizia popolare in via Franciosa a Ponticelli, seppure collocata proprio accanto a quelle vere con l’intento di eludere i controlli e rendere più sicuro il business dello spaccio di droga.

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La tecnica è quella già adottata in passato in via Franciosa: il cliente ordina la droga tramite un messaggio in codice, specificando la tipologia e il quantitativo di stupefacente che desidera acquistare. La droga viene trafugata all’interno della finta cassetta postale e quando il cliente giunge sul posto, all’orario indicato, non deve fare altro che entrare nel palazzo, aprire la cassetta, prelevare la sostanza stupefacente e lasciare i soldi al posto della droga.

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Un escamotage che concorre a raggirare i controlli e a destare pochi sospetti: agli occhi delle forze dell’ordine, i clienti che si recano all’interno di quel palazzo possono facilmente apparire degli innocui condomini o dei parenti dei residenti in zona. Tuttavia, quando il portone d’ingresso del palazzo è chiuso, i clienti si vedono costretti a citofonare per farsi aprire arrancando le scuse più disparate per farsi aprire, destando così non pochi sospetti e generando un via vai che ha insospettito i residenti in zona, al pari di quella vistosa cassetta postale, completamente diversa dalle altre e che appare come una vera e propria “nota stonata”, messa lì palesemente per soddisfare ben altre esigenze.

A destare sospetti è anche il continuo andirivieni di un personaggio già noto alle forze dell’ordine che seppure non sia residente in quel palazzo, trascorre gran parte delle sue giornate proprio a smanettare intorno a quella cassetta della posta anomala.

 

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