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Covid: l’Italia verso la seconda Pasqua in lockdown, il governo studia riaperture graduali

di / 0 Commenti / 38 Visite / 31 marzo, 2021

pasqua-in-zona-rossaLa seconda Pasqua in lockdown per gli italiani è ormai alle porte e così come stabilito dall’ultimo decreto firmato da Draghi, da sabato 3 a lunedì 5 aprile, tutta la nazione sarà in zona rossa, così come è successo a Natale e per vigilare sul rispetto delle regole il Viminale metterà in campo 70mila uomini delle forze dell’ordine.

Permane il coprifuoco già in vigore tra le 22 e le 5, salvo motivi di lavoro, di salute o urgenze, da giustificare con l’autocertificazione.

 Rimane in vigore il divieto di spostamento tra le regioni. E’ possibile spostarsi dalla regione di residenza solo per motivi di lavoro, di salute o per urgenze. In questo caso, gli spostamenti vanno giustificati con l’autocertificazione.
Per quanto riguarda le seconde case, le Faq del governo spiegano che è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, compreso il rientro nelle ‘seconde case’ ubicate dentro e fuori Regione. Può andare soltanto il nucleo familiare e solo se la casa non è abitata da altri. Inoltre bisogna dimostrare di essere proprietari o affittuari da una data antecedente il 14 gennaio 2021. Tuttavia una stretta agli arrivi è stata introdotta dai governatori. Ordinanze con una serie di restrizioni sono state emesse dalla Sardegna, Valle d’Aosta, provincia autonoma di Bolzano (Alto Adige), Campania, Toscana, Sicilia e Liguria.
E’ consentito andare a messa con l’autocertificazione e in una chiesa vicino casa. L’ingresso dei fedeli resta contingentato, l’obbligo di mascherina e la distanza di sicurezza. Niente scambio della pace, ma un inchino guardandosi negli occhi. Per i riti di Pasqua, la Cei ha invitato i fedeli a partecipare alla celebrazione in presenza nel rispetto rigoroso delle norme anti contagio. Lo streaming consigliato agli anziani e alle persone più a rischio. Quanto ai riti legati alla Settimana Santa, si consiglia la consegna in mano dell’ulivo benedetto, meglio se in buste, preventivamente confezionato. Niente lavanda dei piedi, cerimonie nel rispetto del coprifuoco.
Nei giorni di festa “nelle zone interessate dalle restrizioni, gli spostamenti verso altre abitazioni private abitate saranno possibili solo una volta al giorno, tra le ore 5.00 e le 22.00, restando all’interno della stessa Regione”. Quindi, sì alle visite a parenti e amici nel rispetto del coprifuoco. Il provvedimento consente gli spostamenti per visite private a parenti o amici ad un massimo di due persone “che potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi”. Quindi sì al mini-pranzo di Pasqua, ma sono vietati picnic e scampagnate per Pasquetta.
Il Governo è impegnato in queste ore nella definizione del nuovo decreto Covid che stabilirà le regole che entreranno in vigore fino al prossimo 30 aprile.

Al vaglio del governo l’ipotesi di aperture graduali basate su un meccanismo che potrebbe consentire un margine per le aperture intorno al 20 aprile per le Regioni che abbiano dati di contagi particolarmente bassi.

La linea del premier non cambia: guardare i numeri, che devono essere i più puntuali possibili, per poter prendere decisioni su dati sempre aggiornati. Il timore è che con numeri fuori controllo si comprometta la campagna vaccinale che deve prendere a viaggiare a ritmo sostenuto per raggiungere gli obiettivi prefissati. Draghi tuttavia è pronto a modificare il nuovo decreto anche in corsa se la situazione lo consentirà.

Il nuovo decreto rinnoverà di fatto tutte le misure attualmente in vigore e confermerà il sistema delle fasce ma per l’intero mese di aprile non ci saranno regioni in giallo. Per bar e ristoranti varranno, quindi, le regole imposte dalla fascia arancione e rossa: vietato consumare cibi e bevande all’interno dei locali e nelle loro adiacenze. Consentita solo la vendita con asporto di cibi e bevande dalle 5 alle 22 (fino alle 18 per bar senza cucina). Se la situazione migliorasse, però, bar e ristoranti potrebbero riprendere ad accogliere clienti almeno a pranzo.

La cancellazione della fascia gialla fino al 30 aprile ha fatto saltare a data da destinarsi la riapertura di cinema e teatri che era stata prevista per il 27 marzo. L’ipotesi è riaprire le sale nelle zone con minori contagi. Gli spettacoli sarebbero svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi.

Ancora lontana, invece, la possibilità di andare in palestra o in piscina. Restano vietati gli sport di contatto e di squadra ed è consentita solo l’attività motoria individuale all’aperto come la camminata, la bici e la corsa. Se la situazione dovesse migliorare si potrebbe pensare a lezioni individuali o su prenotazioni.

Infine, la scuola dopo Pasqua tornerà in presenza fino alla prima media nelle zone rosse, mentre in quelle arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori. Il dibattito sul ritorno in classe per tutti è ancora aperto.

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