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Criptovalute: conviene investire in Bitcoin oggi? L’opinione degli esperti di TradingOnline.io

di / 0 Commenti / 63 Visite / 21 maggio, 2021

criptovaluteIl settore delle criptovalute continua ad evolversi e diventa sempre più attrattivo per gli investitori. Nell’ultimo periodo si è osservata una tendenza nuova rispetto agli scorsi anni, ovvero l’ingresso nel settore di investitori istituzionali. Sono diverse ormai le aziende che hanno deciso di destinare una parte del loro capitale all’acquisto di Bitcoin, portando in questo modo ad un aumento del prezzo della moneta ed anche ad una riduzione della volatilità della stessa.

Molti analisti del settore ritengono che il Bitcoin possa crescere ulteriormente e che la criptomoneta possa diventare ancora più attrattiva sia per gli investitori privati che per altri investitori istituzionali. Questa criptovaluta dovrebbe continuare ad essere ancora per diverso tempo la moneta virtuale con capitalizzazione maggiore, nonostante ci siano delle altcoin che stanno registrando delle percentuali di crescita notevoli.

Come investire in Bitcoin

 

Le criptovalute sono presenti ormai nei portafogli di numerosi investitori e tra le più utilizzate si inserisce sicuramente il Bitcoin. Il punto di partenza per provare a guadagnare con questo nuovo asset è capire come investire in bitcoin, cercando di individuare le strategie più adatte alle proprie esigenze e al tipo di investimento che si intende effettuare.

Il metodo più semplice per investire sui Bitcoin è creare un conto personale di investimento su una piattaforma di trading autorizzata e che abbia in catalogo anche le criptovalute. In Italia hanno ottenuto l’autorizzazione della Consob sia delle società finanziarie che si occupano di trading con varie tipologie di assets finanziari, sia delle aziende che operano esclusivamente con le criptomonete. Le prime solitamente consentono ai clienti di investire solo sulle criptovalute con capitalizzazione maggiore, mentre le seconde danno la possibilità di fare compravendita anche delle altcoin emergenti.

Per investire ottimizzando la propria performance è utile seguire una strategia di investimento. Ciascun investitore dovrebbe individuare fin dall’inizio l’obiettivo finanziario che intende raggiungere, stabilendo il profitto che vorrebbe ottenere e la perdita massima che sarebbe disposto a sostenere. Due utili strumenti sono il take profit e lo stop loss, che consentono rispettivamente di chiudere la posizione finanziaria quando è stato raggiunto il profitto voluto o quando la perdita ha raggiunto il livello massimo.

È conveniente investire sui Bitcoin?

 

Vedendo il grafico dell’andamento del prezzo del Bitcoin negli anni ci si pente di non aver avuto il coraggio di entrare prima in questo settore o di aver commesso l’errore di non aver investito abbastanza. Nel 2009 questa criptomoneta era scambiata per pochi centesimi di euro, mentre al momento della stesura di questo articolo ha un valore di circa 47.800 euro.

Aver investito qualche anno fa avrebbe consentito di ottenere un profitto elevato, ma questo non significa che le opportunità di guadagno siano finite. Gli esperti di TradingOnline.io ritengono che sia ancora un buon momento per entrare nel settore e per aprire delle posizioni finanziarie con i Bitcoin e con altre altcoin. Gli stessi esperti mettono però in guardia tutti coloro che si avvicinano alle criptomonete, ricordando loro che si tratta di un asset con volatilità elevata.

Gran parte delle previsioni di mercato parlano di un incremento del valore del Bitcoin nei prossimi anni, con potenziali profitti per coloro che avranno il coraggio di entrare nel settore e di hodlare – ovvero mantenere in portafoglio – le monete acquistate. Questi investitori dovranno però anche essere pronti a sopportare le oscillazioni del mercato e dovranno essere preparati ad eventuali perdite, che secondo gli analisti meno ottimisti potrebbero essere ingenti. Il suggerimento che viene dato generalmente è di non investire tutto il proprio capitale in Bitcoin, ma di dedicare alle criptovalute solo una percentuale del patrimonio, stabilendo l’entità di questa stessa percentuale in base alla personale propensione al rischio.

 

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