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Camorra Ponticelli: affiliato al clan De Martino attualmente detenuto, utilizza uno smartphone per comunicare con l’esterno

di / 0 Commenti / 3623 Visite / 28 giugno, 2021

screenshot_20210626_092036_com-instagram-androidUna stories apparsa su Instagram e che non è passata inosservata, quella pubblicata da un soggetto vicino al clan De Martino di Ponticelli, durante la notte tra venerdì 35 e sabato 26 giugno.

Un frame che immortala una videochiamata tra il soggetto in questione, che ha pubblicato la stories sul suo profilo Instagram, e uno dei quattro affiliati al clan De Martino, tratti in arresto lo scorso 18 maggio con l’accusa di  tentate estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

Seppure il volto sia stato coperto con un’emoticon, in tanti hanno riconosciuto la giovane leva contigua al clan De Martino, immortalato nel corso di una videochiamata all’interno della cella nella quale si trova da più di un mese.

Il giovane affiliato al clan De Martino, pertanto, dispone di un telefono cellulare munito di videocamera che gli consente di comunicare con l’esterno. 

L’immagine, accompagnata dalla frase “te la passi bene mio fratè” ha destato notevole scalpore, proprio perchè ritrae il detenuto all’interno della cella dell’istituto penitenziario dove attualmente si trova.

Un segnale eclatante, divulgato attraverso una stories pubblica e pertanto visibile a chiunque con il chiaro intento di rilanciare la forza del clan De Martino, ribattezzato “XX”, in un momento storico ben preciso e nell’ambito della faida esplosa lo scorso settembre e che tuttora è in corso, seppure in questo momento non stia facendo registrare episodi eclatanti.

Tra i grandi protagonisti dell’atto di ribellione avviato dai De Martino, in seguito alla rottura degli accordi con i Minichini-De Luca Bossa- Casella, il giovane che si mostra sorridente, malgrado la carcerazione, è una delle figure più rappresentative del clan, come dimostra la folta barba, uno dei segni identificativi delle reclute del clan “XX”.

Un gesto che palesa tutta la sfrontatezza e l’incoscienza degli affiliati al clan De Martino, giovani interpreti della malavita alle prime armi, ma animati da una delirante e dilagante brama di potere che sovente li porta a compiere gesti spregiudicati e che molto spesso si lasciano guidare dall’impulsività, esternando l’allarmante inconsapevolezza delle conseguenze delle loro azioni.

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