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Covid, Dg Oms: “preoccupato per variante Delta, siamo tutti ad alto rischio”

di / 0 Commenti / 62 Visite / 10 luglio, 2021

140126006-cfba883f-e0a2-4f85-a909-c3c2fcaeeb18Sono preoccupato per l’emergere di una potente variante del virus Covid come la Delta. A meno che non aumentiamo subito l’accesso ai vaccini per chi che ne ha bisogno, e ne hanno bisogno ora, siamo come collettività ad alto rischio di perdere i guadagni che abbiamo ottenuto. La velocità è molto importante“. Lo sottolinea il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un tweet.

Tutta l’Europa è in verde nella mappa settimanale dell’Ecdc sull’incidenza del Covid. Fanno eccezione la Spagna, con la gran parte delle regioni in rosso, e Cipro, in rosso scuro, i colori che indicano un incremento dei contagi. L’Irlanda e ampie aree del territorio dei Paesi Bassi e della Svezia sono colorate in giallo.

Il ministero della Salute ha lanciato un’allerta a tutti gli assessori regionali alla Sanità per chiedere maggiore attenzione e ulteriori sforzi di contenimento per evitare la crescita dei casi di Covid dovuti a turisti e tifosi. Nella circolare firmata da Giovanni Rezza c’è una “allerta internazionale variante Delta” e chiede ulteriori sforzi di contenimento.

La trasmissione di Covid-19 tra i giovani in Spagna è raddoppiata in una settimana, dopo l’aumento dell’indicatore della circolazione del virus in Aragona, Isole Baleari e Cantabria, che si aggiungono alle Asturie, Castilla y León, Catalogna, Comunità Valenciana e Navarra.

I casi di infezione sono trainati dalla ripresa della vita sociale, dai viaggi (anche quelli studio, com’è successo a Malta), dalle serate nei locali soprattutto in Spagna e Portogallo. Infatti i primi a contagiarsi sono i ragazzi. Inevitabilmente poi il virus raggiunge le altre fasce d’età, quindi i contatti cosiddetti secondari. Ma anche i viaggi per assistere alle partite dei campionati europei di calcio hanno sortito un effetto, rilevato in Finlandia.

“I controlli dai paesi che contagi in aumento? Si pensa che siano facili ma non è così. Ci sono vettori aerei che non applicano misure rigide – dice Giovanni  Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della salute, commentando i dati della cabina di regia sull’epidemia da covid-19, in corso al ministero – e per questo è bene che l’Enac faccia controlli specifici. Si stanno valutando alcune misure più rigide dai passeggeri in arrivo da spagna e portogallo. Vale però sempre l’appello alla responsabilità individuale. L’usmaf fa controlli nei porti e negli aeroporti – aggiunge rezza – ma c’è bisogno della collaborazione di tutti. Credo che serva applicazione di quarantena e controlli ma in questo caso potranno rallentare di poco la diffusione di nuove varianti. È importante rallentare l’introduzione della variante”.

“Non è facile attuare controlli sugli arrivi dai Paesi europei. Ci possono essere vettori che non applicano misure rigide. In questo caso è bene che l’Enac faccia un richiamo ai vettori stessi”. Per quanto riguarda i controlli concreti, “il ministero ha le Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) che fanno un grosso lavoro, soprattutto nel periodo estivo quando aumenta la mobilità ella popolazione. C’è bisogno però della collaborazione di tutti per effettuare controlli più rigidi. Anche in questo caso vale l’appello alla responsabilità individuale per evitare nuovi focolai”. Lo ha detto Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, rispondendo alle domande in conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale Covid-19 della Cabina di Regia.

In merito agli ingressi in Italia e i movimenti internazionali, per i Paesi dell’Unione europea “nessuna norma può essere presa a cuor leggero o senza avere come interlocutore la Ue. I movimenti non sono liberi, c’è il ‘Passenger Locator Form’. E il test da effettuare nelle 48 ore precedenti la partenza nel caso non si sia completamente vaccinati o non si abbia avuta la malattia”.

A preoccupare, invece, ”è la situazione internazionale, quella europea. Abbiamo un Centro Europa con un’incidenza relativamente bassa – ha sottolineato Rezza – Parlo dei grandi Paesi come la Germania, che ha politiche piuttosto caute, e la Francia. Abbiamo invece la Penisola Iberica, Spagna e Portogallo, che hanno un’incidenza che tende ad aumentare in maniera abbastanza importante”. E “al di fuori dell’Unione europea il Regno Unito che sta sui 30mila casi giornalieri, nonostante abbia una elevata proporzione della popolazione vaccinata sia con una che con due dosi”. Fortunatamente “senza un aumento di ospedalizzazioni e casi letali”. Se questo “sia dovuto o al fatto che si infettano persone vaccinate e quindi non vanno verso la malattia grave, o sia dovuto al fatto che vengano colpiti soprattutto i giovani, questo è ancora da definire. Stiamo aspettando dati clinici più accurati da parte dei colleghi inglesi”, ha concluso Rezza, sottolineando che “in questa situazione europea noi non possiamo completamente rilassarci”.

La situazione epidemiologica in Italia è ancora apparentemente buona, l’incidenza di infezione è ancora bassa. Anche se, per quanto riguarda i dati quotidiani, sono un paio di giorni che abbiamo superato i mille casi e c’è una piccola inversione di tendenza. L’incidenza era scesa di 9 per 100mila, adesso siamo a 11 per 100mila: un piccolo scostamento, per carità, che però ci dice che non stiamo ulteriormente scendendo”. Lo ha detto Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio regionale Covid-19 della Cabina di Regia.

 

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