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Flash mob nozze Tony Colombo e Tina Rispoli: Procura chiede l’archiviazione

di / 0 Commenti / 173 Visite / 27 ottobre, 2021

xjoz9esw5suocxvj_pdSi è conclusa con una richiesta di archiviazione per tutti gli indagati, l’indagine sul flash mob del cantante neomelodico Tony Colombo andato in scena in piazza del Plebiscito, a Napoli, la sera del 26 marzo 2019, pochi giorni prima delle sue nozze, celebrate il 28 marzo, con Tina Rispoli, vedova del defunto boss di Secondigliano Gaetano Marino.

Oltre a Tony Colombo, era indagato anche Claudio de Magistris, fratello dell’ex sindaco di Napoli.

Nell’indagine la DDA ipotizzava, a vario titolo, il reato di abuso d’ufficio in concorso per il cantante, la componente dello staff del sindaco de Magistris, Sarah Terracciano, la componente della segreteria del sindaco Mafalda Fasanella ed a Claudio de Magistris l’omissione di atti d’ufficio per gli ufficiali della Polizia Municipale Giovanni d’ Ambrosio e Sabrina Pagano e gli agenti Teresa Vecchione, Massimiliano D’Alfonso e Dario Gigliucci.

Le indagini condotte dai carabinieri su disposizione della Procura partenopea, furono avviate sulla base dell’ipotesi che la performance di quella sera in realtà nulla aveva a che fare con il carattere estemporaneo del flash mob, per il quale Colombo aveva ottenuto l’ autorizzazione dal Comune.
Le caratteristiche di quell’evento – ritenevano i pm – erano proprie di una manifestazione musicale per la quale, invece, l’artista non era stato autorizzato. Nell’indagine finirono coinvolti anche i funzionari comunali, per le autorizzazioni concesse al cantante, consigliato dal fratello del sindaco di cui era amico da tempo, e cinque componenti della Polizia Municipale, accusati di non avere eseguito i controlli.

Tuttavia, scrivono i pm, “gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l’accusa in ordine alla sussistenza dei fatti, ovvero che costituiscano reato.” sebbene “questa vicenda – scrivono ancora i magistrati nella richiesta di archiviazione – consente tuttavia di dedurre che l’intera operazione matrimonio sia stata sin dall’inizio orchestrata dal Colombo anche ai fini mediatici ed abbia potuto realizzarsi grazie alla scarsa prontezza di soggetti preposti a ruoli istituzionali, politici e amministrativi.”

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