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Bimbo ucciso di botte a Cardito, il patrigno reputa l’ergastolo un “trattamento troppo duro”

di / 0 Commenti / 446 Visite / 27 ottobre, 2021

cardito3E’ iniziato oggi, mercoledì 27 novembre, il processo in Corte di Assise di Appello per l’omicidio di Giuseppe Dorice, il bimbo ucciso a bastonate nel gennaio 2019 a Cardito, in provincia di Napoli.

Tony Essobti Badre, il patrigno del piccolo, è stato condannato all’ergastolo il 9 novembre 2020.

Un processo che si è aperto con la consegna di una lettera ai giudici, scritta dall’imputato e consegnata dall’avvocato Pietro Rossi, legale di Badre, nella quale l’uomo manifesta disappunto per la severità della pena inflitta in primo grado.

“Signor giudice…

mi scuso per il tempo che le faccio perdere ma vorrei che lei mi possa aiutare a capire perché ho ricevuto un trattamento così duro. – si legge nella missiva scritta da Badre – Ho sempre ammesso le mie responsabilità…”.

L’imputato precisa di essere consapevole che le sue parole “non serviranno a nulla, se non a trovare un po’ di pace”. Ribadisce, come fatto anche in primo grado, che non era sua intenzione uccidere il bimbo: “…non so cosa è scattato nel mio cervello. E’ scattato il buio… non volevo la morte di Giuseppe”

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