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Virus respiratorio sinciziale: come prevenire il contagio e tutelare i neonati

di / 0 Commenti / 202 Visite / 27 ottobre, 2021

gettyimages-1166256742-knlh-u33002511136645uh-656x492corriere-web-sezioniCome ogni autunno, anche quest’anno sono centinaia i bambini, molto spesso neonati, che si ammalano di Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), un virus che colpisce a tutte le età, ma che è particolarmente aggressivo con i bambini di età inferiore ai due anni i quali, proprio per la loro giovanissima età, non hanno le difese immunitarie sufficienti per resistere al suo attacco.

L’infezione da RSV è solitamente una malattia leggera, caratterizzata da sintomi simili a quelli di un normale raffreddore (naso che cola, tosse, otite, febbre, mal di gola) e che guarisce da sola dopo qualche giorno. Si stima infatti che la maggior parte dei genitori neanche si accorga che il proprio figlio ha contratto l’RSV, non riuscendo a distinguerlo dai comuni malanni di stagione. Tuttavia, accade che il virus si manifesti in forme di malattie più gravi e che costringa all’ospedalizzazione del paziente. Ma come distinguere l’RSV da una normale influenza? Ecco alcuni sintomi specifici e di allarme per un’infezione severa a cui prestare attenzione:

  • Difficoltà respiratoria, con aumento della frequenza del respiro o respiro sibilante (fischio);
  • Cianosi periorale e ungueale (la pelle assume un colorito bluastro a causa di un’insufficiente ossigenazione del sangue);
  • Tosse insistente;
  • Disidratazione;
  • Difficoltà ad alimentarsi (il bambino non riesce a succhiare al seno o ad alimentarsi tramite il biberon).

L’infezione conseguente a questo virus, nella maggior parte dei casi guarisce senza bisogno di trattamenti medici particolari anche se, diversamente da un comune raffreddore i cui sintomi durano al massimo 4/5 giorni, la sintomatologia persiste anche fino a due settimane. In generale, più il bambino è grande e più lievi saranno i sintomi. Neonati o lattanti, come anche bambini piccoli affetti da patologie polmonari o cardiache, potranno invece manifestare la malattia in modo grave, con bronchiolite o polmonite.

Il trattamento varia molto a seconda della sintomatologia specifica del bambino. Ad esempio, se i sintomi sono molto simili a quelli del raffreddore e manca la febbre, è superfluo somministrare medicinali, ma è preferibile tenere il bambino al caldo (possibilmente in un ambiente umidificato, in modo da ridurre l’irritazione delle mucose al passaggio dell’aria e la tosse), provvedere a tenere il naso pulito dal muco e fargli bere molta acqua per mantenerlo idratato. Nel caso in cui il bambino contragga un’infezione all’orecchio, allora potrà rendersi necessaria una cura a base di antibiotico (su questo consultare sempre prima il medico pediatra). Qualora il bambino manifesti severe difficolta a respirare, è prudente portarlo in un pronto soccorso per accertamenti.

È possibile prevenire o almeno arginare il contagio da RSV con poche semplici accortezze che valgono non solo per questa patologia, ma anche per altri virus dell’influenza, tra i quali ovviamente anche il Coronavirus. È importante lavare spesso e bene le mani del bambino, che spesso vengono portate alla bocca (facilitando l’ingresso del virus nell’organismo), usare fazzolettini monouso per la pulizia del nasino e buttarli nella spazzatura dopo un solo utilizzo, e non lasciare che il bambino scambi con altri oggetti che possono trasferire germi (ad esempio posate, tazze e bicchieri, cuscini, giocattoli…).

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