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Covid, Variante Omicron: i dati emersi dalle prime indagini dell’Oms

di / 0 Commenti / 75 Visite / 2 dicembre, 2021

omicron_variante_foto_fgI vaccini attualmente in uso contro il covid-19 dovrebbero continuare a proteggere dalle malattie gravi anche nel caso della variante Omicron. Lo ha dichiarato la professoressa Anne von Gottberg, dell’Istituto nazionale per le malattie trasmissibili in Sudafrica, in un briefing dell’Oms sulla situazione nel continente. Inoltre i primi dati indicano che la variante è contagiosa al pari o meno della Delta. Tuttavia, rispetto alle precedenti, questa nuova variante sta causando più casi di reinfezione. Sempre secondo gli studi iniziali infatti emergerebbe che chi ha già avuto il Covid non è protetto contro la variante Omicron. Anne von Gottberg rileva poi che Omicron sta con tutta probabilità diventando la variante del Covid dominante in Sudafrica. Al momento è stato effettuato solo un numero limitato di test per verificare la presenza della nuova variante, tuttavia di tutti quelli sequenziati Omicron rappresenta il 75%, ha spiegato.

Secondo le previsioni dell’Ecdc, la variante Omicron dovrebbe rappresentare oltre la metà di tutte le infezioni da Covid in Europa entro i prossimi mesi: è quanto si legge in un nuovo report del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. I dati preliminari dal Sudafrica sulla variante Omicron “suggeriscono che potrebbe avere un sostanziale vantaggio di crescita rispetto alla Delta e, in tal caso, i modelli matematici indicano che Omicron dovrebbe causare oltre la metà di tutte le infezioni da SARS-CoV-2 nell’UE/SEE entro i prossimi mesi”. I casi di Omicron in Europa, ricorda Ecdc, finora sono 70 in 13 Paesi.

Inoltre, la probabilità di un’ulteriore introduzione e diffusione della variante nei paesi dell’Ue e dello Spazio economico europeo è alta. Il livello complessivo di rischio associato all’ulteriore emergenza e diffusione di Omicron è valutato da alto a molto alto.

Dal suo canto, l’Organizzazione mondiale della sanità dichiara che «non abbiamo tutte le informazioni sulla trasmissibilità» della variante Omicron del Covid «anche se c’è qualche elemento suggerisce che sia più trasmissibile».

A dichiararlo è il capo per le emergenze dell’Oms Maria Van Kerkhove in una conferenza stampa dell’Agenzia dell’Onu sull’andamento della pandemia di coronavirus precisando che nei «prossimi giorni, non settimane», si dovrebbero avere più informazioni sulla nuova variante e che c’è comunque la possibilità che Omicron possa diventare «più trasmissibile in futuro».

L’Oms avverte, inoltre, tutti i Paesi del mondo che il «mix tossico» di una bassa copertura vaccinale e di poche persone testate potrebbe continuare a generare nuove varianti. «Nel mondo abbiamo un mix tossico di bassa copertura vaccinale e molti pochi test, che continuerà a generare varianti a meno che non si trovi una soluzione», ha detto il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus. «Almeno 23 paesi hanno ora segnalato casi di Omicron e prevediamo che il numero cresca – ha aggiunto -. Non dovrebbe sorprenderci, questo è ciò che fanno i virus ed è ciò che questo virus continuerà a fare finché gli permetteremo di continuare a diffondersi. La fine della pandemia non è una questione di fortuna, è una scelta».

Alla domanda se i Paesi europei debbano prepararsi per un Natale in lockdown, il direttore esecutivo dell’Agenzia dell’Onu Michael Ryan, ha detto che bisogna «essere pazienti» e aspettare di saperne di più sulla variante Omicron.

«Nel frattempo – ha sottolineato – i governi in Europa esaminino la loro situazione epidemiologica, introducano misure di controllo, aumentino la sorveglianza e i test e garantiscano che a coloro che sono vulnerabili o a rischio venga offerto il vaccino».

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