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6 dicembre 2017: l’arte del pizzaiolo napoletano diventa patrimonio Unesco

di / 0 Commenti / 30 Visite / 6 dicembre, 2021

storia-pizza-margherita-apizzaVi starete chiedendo perchè oggi, 6 dicembre, il doodle di Google omaggia la pizza.

Ebbene, il 6 dicembre 2017 l’arte del “Pizzaiuolo” napoletano è entrata nella Lista Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Nella motivazione del riconoscimento, si leggeva che “il know how culinario legato alla produzione della pizza, comprendente gesti, canzoni, espressioni visive, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, di esibirsi e condividere, è un indiscutibile patrimonio culturale”.

Motivo per il quale Google ha pensato ad un doodle interattivo in cui celebra uno degli alimenti più amati.

Si tratta di un puzzle game che sfida l’utente a tagliare in modo corretto ricavando i vari tranci. Si va avanti e si guadagnano stelle – l’obiettivo del gioco – se il taglio della pizza è accurato e il numero di fette adeguato.

Ogni anno vengono consumati circa cinque miliardi di pizze, ma il piatto più amato e conosciuto al mondo vanta origini antichissime. La prima testimonianza scritta sulla pizza risale al latino volgare di Gaeta nel 997 e si trattava di un compenso per un contratto di affitto di un mulino. La prima menzione scritta della pizza marinara risale al 1734, mentre quella della pizza Margherita agli anni 1796-1810. Nel giugno 1889, per onorare la Regina d’Italia Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito preparò la “Pizza Margherita”, una pizza condita con pomodori, mozzarella (fior di latte) e basilico, per rappresentare i colori della bandiera italiana.

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