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VIDEO-Ravanusa: esplosione del tubo del metanodotto provoca il crollo di 7 palazzine

by / 0 Comments / 156 View / 12 dicembre, 2021

Un sabato sera infernale quello vissuto nel comune agrigentino di Ravanusa, dove un intero quartiere è finito sotto le macerie in seguito all’esplosione di un tubo del metanodotto. Tre le vittime accertate, ma i vigili del fuoco continuano a scavare sperando di trarre in salvo gli altri dispersi tra i quali figura anche una donna che avrebbe dovuto partorire mercoledì.

Pietro Carmina, Enza Zagarro e Liliana Minacori: queste le tre persone morte sotto le macerie. Due donne sono sopravvissute: Rosa Carmina e Giuseppina Montana.

Liliana Minacori era un’insegnante della scuola materna mentre Pietro Carmina era docente di storia e filosofia al liceo classico Ugo Foscolo di Canicattì.

Secondo le prime informazioni, a fare da innesco alla deflagrazione potrebbe essere stato anche l’ascensore di una delle palazzine, ma i vigili del fuoco non escludono alcuna ipotesi. Sul posto anche le forze dell’ordine e i tecnici dell’Italgas che hanno messo in sicurezza l’area. Arrivati anche il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Guido Parisi. Un’intera famiglia è stata colpita dall’esplosione che ha devastato 4 palazzine e ne ha danneggiate altre tre a Ravanusa.

Nell’abitazione, in piani diversi, c’erano una anziana donna e i tre fratelli con le rispettive mogli. In uno degli appartamenti si trovavano anche il nipote della donna e la moglie incinta di 9 mesi che erano andati a far visita ai genitori. Al momento solo due donne, l’anziana e una cognata, sono sopravvissute. Gli altri componenti della famiglia sono dispersi o deceduti. Nella palazzina attigua, pure crollata, c’era una coppia, lei assistente sociale, lui professore, entrambi dispersi.

Il boato intorno alle 20:30 di sabato 11 dicembre. Nel paese di oltre 10mila abitanti a 50 minuti di auto da Agrigento e a più di due ore da Palermo, la gente è subito scesa in strada impaurita.

 

 La procura di Agrigento che indaga sull’esplosione ipotizza i reati di disastro e omicidio colposo. I pm hanno sequestrato un’area di 10mila metri quadrati. In giornata un consulente della Procura farà una prima ispezione sul posto.

 

 

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