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Green Pass, nuova stretta in arrivo: verso l’obbligo per accedere a tutti i negozi

di / 0 Commenti / 263 Visite / 18 gennaio, 2022

obbligo-green-pass-lavoroIl Dpcm che il premier Draghi potrebbe già firmare nelle prossime ore introdurrà ulteriori restrizioni per i non vaccinati con l’intento di contenere l’ascesa dei contagi da covid.

Dal 1° febbraio la carta verde sarà necessaria per accedere a quasi tutti i negozi, tabaccai compresi.

L’ingresso sarà consentito soltanto nei negozi che vendono beni essenziali. Una lista molto stringata di esercizi commerciali. Senza Green Pass base, ossia quello che si ottiene anche con il solo tampone, si potrà entrare soltanto in negozi alimentari, supermercati e ipermercati, farmacie e parafarmacie. Libertà anche di andare a fare la spesa nei mercati rionali o ad acquistare abbigliamento e quant’altro nei mercatini e nelle bancarelle degli ambulanti, ma negozi di scarpe e vestiti, anche se per bambini, resteranno off limits senza certificato.

I giornali si potranno acquistare nei chioschi senza doversi sottoporre prima a un test, senza il quale però non si può mettere piede dentro le edicole al chiuso. I No Vax potranno andare invece dal benzinaio, ma non hanno libero accesso alle tabaccherie.

Chi ha un’urgenza sanitaria, ad esempio un malore o un ascesso a un dente, potrà ovviamente presentarsi senza Green Pass basico tanto in ospedale che in un ambulatorio medico o dentistico. Ma per un normale controllo o un accertamento programmato il certificato rilasciato almeno con il solo tampone continua a servire, perché il principio di cautela resta lo stesso: non si entra in luoghi dove si possono contagiare altri pazienti di per sé fragili o sanitari, più che mai essenziali durante una fase di emergenza sanitaria come questa.

Per quanto riguarda il capitolo giustizia, per avvocati, magistrati e personale amministrativo o di cancelleria No Vax le aule dei tribunali restano precluse. Non però per i testimoni e le parti lese del processo. Senza Green Pass basico si potrà anche andare a esporre denuncia nei commissariati di polizia o nelle stazioni dei carabinieri.

Dal 1° febbraio il certificato base sarà invece necessario in tutti gli altri esercizi commerciali non compresi nel dpcm, negli uffici pubblici, nei servizi postali e per entrare in banca. Dal 20 gennaio l’ultimo decreto, dal quale discende il dpcm in via di approvazione, ha poi stabilito che il Green Pass rilasciato a vaccinati e «tamponati» sarà indispensabile anche per andare a farsi i capelli da barbieri e parrucchieri o le unghie dall’estetista.

Linea scelta dal governo anche rispetto alle richieste delle Regioni, che di fatto chiedono di aprire sin da ora la fase tre di convivenza con il virus. Il ministro della salute Roberto Speranza ha annunciato l’apertura a stretto giro di un tavolo tecnico di confronto con le Regioni, al quale parteciperà anche la struttura commissariale oltre che i membri Cts Silvio Brusaferro e Franco Locatelli. Ma l’impressione è che il governo intenda fare melina prima di allentare le misure, in attesa che contagi e pressione sugli ospedali calino.

Durante la giornata di lunedì 17 gennaio le Regioni hanno recapitato al governo la loro lista di richieste: l’abolizione per gli asintomatici della quarantena, che non risulterebbe tra l’altro essere economicamente più sostenibile per l’Inps o, in subordine, l’abolizione dell’obbligo del tamponi per uscire dall’isolamento quando non si hanno più sintomi; lo scorporo dei ricoverati «con» Covid e non «per» Covid dal conteggio del tasso di occupazione dei posti letto che fa scattare il semaforo delle restrizioni; la Dad per gli studenti in attesa dell’esito del tampone.

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