Nei rioni controllati dai clan di Ponticelli, la tensione cresce di giorni in giorno, in virtù dei fatti che si sono avvicendati di recente, ma soprattutto in vista delle imminenti scarcerazioni che si annunciano destinate a introdurre un clima ben più inquietante.
Riflettori puntati sul rione Conocal, fortino del clan D’Amico intorno al quale si starebbe rifondando la compagine che mira a contrastare l’egemonia dei De Micco, gli odiati rivali di sempre con i quali tutte le fazioni confluite nell’alleanza annoverano dei conti in sospeso, anche e soprattutto di carattere personale. Regolamenti di conti che riguardano prettamente omicidi eccellenti che hanno decapitato i rivali di gregari e figure apicali del clan, ma soprattutto di parenti, la cui morte violenta ha sortito quel genere di ferite insanabili, nel cuore e nell’orgoglio.
Proprio intorno alla figura di Annunziata D’Amico, la boss uccisa nel 2015, all’età di 40 anni, in un agguato di camorra compiuto dai De Micco, amici, parenti e affiliati si sono riuniti nei giorni scorsi, in occasione del compleanno della donna assassinata quando ricopriva il ruolo di reggente del clan di famiglia. Cerimonia-tributo nel rione Conocal, intrisa di cordoglio e vendetta, i due sentimenti che da circa dieci anni albergano nel fortino dei D’Amico. Un clan che non ha mai smesso di attendere il momento propizio per colpire i rivali e pareggiare quel pesantissimo conto in sospeso. Un momento che potrebbe essere imminente, in vista della scarcerazione del compagno di una delle sorelle D’Amico, Giuseppe Riccardi che verrà poi seguito a ruota da Salvatore Ercolani, marito di Annunziata D’Amico. Proprio per questo motivo, le manovre finalizzate a riorganizzare il clan che mira a colpire i De Micco si sono prettamente concentrate nel rione Conocal dove, di recente, si sarebbero trasferiti anche i parenti di una figura apicale dell’alleanza costituita dai vecchi clan della periferia orientale di Napoli, a riprova del nuovo assetto organizzativo dettato dalle circostanze e sul quale la cosca sta puntando per risalire la china e colpire i De Micco.
Tutti arroccati nel fortino dei D’Amico, in attesa di riabbracciare i gregari in procinto di scarcerazione e riprendere le ostilità con un piglio e una struttura organizzativa finalizzata a rafforzare la fazione che mira a scalzare i De Micco per riappropriarsi del controllo degli affari illeciti, mettendo all’angolo quell’avversario che dal suo canto ha già preso le dovute contromisure lanciando un monito destinato soprattutto ai soggetti che di recente si sono trasferiti nel rione Conocal per dare man forte all’alleanza in cui sono confluiti, per agevolare le comunicazioni tra i detenuti e i gregari. I De Micco avrebbero ordinato di sospendere le comunicazioni con gli affiliati detenuti, annunciando la volontà di punire con violenti pestaggi i trasgressori, qualora dovessero seguitare ad adoperarsi per tessere la trama che mira a contrastare la loro egemonia.
Uno scenario che introduce un clima sempre più teso e che appare inevitabilmente destinato ad imbruttirsi quando, di qui a poco, faranno ritorno nel rione Conocal gli affiliati nei quali il clan D’Amico sta riponendo grandi aspettative.










