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Napoli: il sogno dell’azzardo fa male

di / 0 Commenti / 95 Visite / 11 giugno, 2017

gioco_azzardo-1 Continua a Napoli il dibattito sull’azzardo. Sappiamo bene del delicato filo rosso che unisce ogni partenopeo con la magia dei numeri e dei sogni ma il gioco, quello fatto con gli euro è sempre pericoloso è proprio il sogno insito in una possibilità di vincita che diventa l’attrattiva maggiore di chi ha perso il lavoro o mai ha avuto la possibilità di guadagnare la giornata in modo regolare.

E’ ormai provato che non tutti coloro che giocano possono cadere in dipendenza ma molti soggetti deboli e in una determinata situazione socio economica hanno la tendenza a poter diventare Ludopatici.

Di questo ne è sicuro anche il noto avvocato Vizzino che in un intervento su PressGiochi ha dichiarato “

“I fattori di vulnerabilità biologica al gioco d’azzardo, così come quella da sostanze, sono ancora oggetto di studi e approfondimenti, ma la vulnerabilità derivante da fattori sociali è indubbia”.

L’avvocato Vizzino è un esperto del settore infatti da sempre combatte apertamente ludopatia ed in questo uno dei maggiori esperti.

Secondo quanto affermato più volte dal legale la crisi economica, la perdita di lavoro ed una certa solitudine generata da difficoltà di creare nuovi rapporti sociali ha in qualche modo aumentato la tendenza al gioco. A Napoli non è difficile vedere vai e vieni in sale scommesse e circoli dove sono installate le slot machine, spesso però, sono fatti di cronaca, in alcune zone della nostra bella metropoli il gioco diventa clandestino con la possibilità di essere un facile giro di fondi illeciti per il crimine organizzato.

Il gioco in molte situazioni, specie in quelle al limite, può portare a contatto con racket e stozzinaggio: la continua necessità di fondi spinge i soggetti ad entrare in contatto con chi può essere una fonte di denaro ed ecco che si entra nello spirale dell’usura.

Quando si profilano determinate situazioni si è in pericolo! E’ in situazioni come queste che bisogna avere la forza di ribellarsi, probabilmente il gambler caduto nella trappola dell’azzardo da solo non ci riesce e sono i parenti e gli amici a dover porre rimedio in qualche modo. Difficilissimo. Ed è qui che sta il pericolo, secondo quanto ha dichiarato a Pressgiochi l’avvocato Vizzini: “Ben poco si sta facendo per informare (ed educare) la cittadinanza e le politiche sociali e sanitarie, nei fatti, sono come al solito concentrate sulla cura di una malattia in senso stretto piuttosto che sul fronte della prevenzione.” E’ proprio così?

Ad ora il gioco fisico sembra lentamente dismesso, inizia a essere gradito quello digitale: iniziano ad essere gettonatissime a Napoli le opzioni che si trovano su snai casino dove diventa facile sperimentare nuove forme di gioco e, secondo gli esperti, sarebbe quasi impossibile cadere nella ludopatia.

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