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Ponticelli: la voragine sotterranea scoperta in via De Meis accende i riflettori sull’emergenza Rione De Gasperi

di / 0 Commenti / 1593 Visite / 13 gennaio, 2021

wp_20161214_11_15_37_proLa voragine sotterranea scoperta fortuitamente dai Vigili del fuoco in via Angelo Camillo De Meis a Ponticelli e che ha portato alla chiusura di un tratto di una delle strade principali del quartiere, è la cronaca di un disastro annunciato e probabilmente di una tragedia sventata.

Il cedimento di una parte di un marciapiede ha fatto scoprire ai vigili del fuoco, giunti sul posto, una voragine ben più ampia nel sottosuolo che si estende su tutta la carreggiata stradale per una profondità di circa dieci metri. Il cedimento potrebbe aver provocato una fuga di gas dalle condotte sottostanti che sono state chiuse in via precauzionale.

Chiuso il tratto stradale, inibito così l’accesso da via De Meis al Rione De Gasperi, i residenti possono entrare e uscire dal rione dal varco di via Curzio Malaparte.

Seppure il Rione De Gasperi si trovi nelle adiacenze dell’Ospedale del Mare, non vi è alcun nesso tra il cedimento del suolo nell’area parcheggio del nosocomio avvenuto lo scorso venerdì e quanto sta accadendo adesso nel rione costruito con il piano Marshall nel secondo dopoguerra per garantire una sistemazione temporanea agli sfollati.

Invece, dal 1946 ad oggi, per ben 75 anni, il Rione De Gasperi ha ospitato e continua ad accogliere centinaia di famiglie, senza mai andare incontro ad una concreta opera di ristrutturazione.

Un Rione in cui dilaga un conclamato stato di emergenza abitativa e in cui vivono ancora centinaia di famiglie in attesa di un alloggio popolare. 

La maggior parte degli edifici versano in un evidente stato di fatiscenza con porzioni di ballatoi dichiarati inagibili dalla protezione civile: dunque, alcune vie d’accesso alle abitazioni sono state inibite già da anni, al pari di balconi, finestre e perfino alcune stanze. Emblematico il caso di una famiglia che vive nell’isolato 10 alla quale, nel lontano 2017, la protezione civile ha notificato lo stato d’inagibilità dei bagni.

L’intervento dei vigili del fuoco e della protezione civile è all’ordine del giorno in un rione in balia del degrado e dell’incuria, in cui centinaia di famiglie in attesa di un alloggio versano tuttora, i cui sforzi sono mirati a contenere i disagi e i disservizi per sventare il peggio.

I residenti in zona più attempati, giunti nel rione ponticellese pressochè adolescenti e che hanno vissuto l’intera esistenza sognando un alloggio che ancora non gli è stato assegnato, raccontano di come il De Gasperi, nel corso degli anni, sia andato incontro ad una serie di cambiamenti sostanziali, soprattutto in termini strutturali.

Ad allarmare i residenti in zona, nelle ore precedenti, un forte odore di gas. Per questo motivo hanno richiesto l’intervento dei pompieri. Una volta giunti, gli addetti di Italgas, nel compiere l’intervento finalizzato ad individuare la perdita, hanno scoperto che sotto il manto stradale di via De Meis c’è una grande cavità e di conseguenza hanno ritenuto opportuno inibire l’accesso alla strada per effettuare le opportune verifiche. 

Sul posto, oltre alla Protezione civile, sono giunti gli agenti della polizia municipale, i vigili del fuoco, gli addetti di Abc e i tecnici di Italgas.

Uno stato di dilagante fatiscenza, quello che si registra tra gli isolati di uno dei rioni di edilizia popolare più attempati della città di Napoli, aggravato dallo stato di abbandono ed incuria che molto spesso ha fatto registrare danni alle datate tubature dell’impianto idrico e fognario, così come documentato dalla nostra redazione in passato.

Una serie di segnali probabilmente ignorati e che lasciavano presagire quanto sta emergendo nel corso di queste ore.

Così come dimostrano le immagini girate a luglio del 2017, il rione è attraversato da un vero e proprio fiume di acqua e liquami che si nutre delle plurime infiltrazioni consequenziali al collasso delle datate tubature e dalla continue perdite che si registrano soprattutto negli appartamenti sfollati e tumulati per evitarne l’occupazione coatta.

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