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VIDEO-Camorra Ponticelli: ecco chi sono le giovani leve del clan De Martino “XX”

by / 0 Comments / 2154 View / 12 giugno, 2021

Spari dal balcone, accompagnati da un ghigno che palesa l’incoscienza che ispira le gesta dei giovani radunati intorno al “mito” di “XX”, alias Antonio De Martino, per riorganizzare il clan dopo il suo arresto e ancor più in seguito alle condanne all’ergastolo che ha collezionato per i delitti eccellenti di cui si è reso autore.
Gli sfarzi, gli eccessi, la scelleratezza e la sfrontatezza di chi con i soldi in pugno e la pistola in tasca si sente padrone del mondo e in preda ad un dilagante delirio di onnipotenza, non ha paura di ostentare quella forza, anche sui social network, lì dove un numero incontrollato ed indefinito di utenti può, anzi deve vedere che “gli XX sono una potenza.”
Un’escalation di livore di potere ed aggressiva esaltazione che ha innescato la scintilla che lo scorso settembre ha portato allo scoppio di una sanguinaria faida per il controllo dei traffici illeciti a Ponticelli. 
L’atto di ribellione perpetrato a suon di azioni violente e finalizzate a sfidare e contestare la forza egemone del clan Minichini-De Luca Bossa-Casella, mirate al contempo a conferire lustro e credibilità alla compagine di giovani sì inesperti in materia di malavita, ma pronti a tutto pur di dimostrare di essere soldati valorosi e degni di reincarnare il credo camorristico personificato dal ras Antonio De Martino. 
Quella doppia x che si ripete come un mantra, in maniera costante ed ossessiva e che sui social ha contribuito notevolmente a ringalluzzire le quotazioni del clan è la firma, il simbolo e il credo in cui i giovani che si sono lasciati soggiogare dalla chiamata alle armi, identificano la loro ragione di vita, oltre che un ideale per il quale vale la pena di lottare e per il quale sono perfino disposti a morire.
 
“La famiglia non deve essere perfetta. Deve essere unita, qualunque cosa accada”, “Per te farò tutto“, “Hasta la muerte… hemos un pacto” ovvero “Fino alla morte…abbiamo un patto“, “Ritorneremo più forti di prima”.
 
Sono solo alcune delle frasi che accompagnano le immagini che sui social documentano le gesta delle giovani leve del clan “XX”, così ribattezzato in onore del ras ergastolano Antonio De Martino.

“Buon sangue non mente” è invece il must che si ripete più volte, quando a figurare nelle foto è il giovane erede della famiglia De Martino, stimato essere l’attuale reggente dell’omonimo clan. A ereditare le redini del clan, il poco più che maggiorenne fratello minore di Antonio, mentre l’altro fratello, Giuseppe, è attualmente detenuto, al pari del padre Francesco, vittima di un agguato durante un permesso premio di pochi giorni, proprio nel periodo storico in cui il clan che porta il suo cognome stava rimettendo insieme i pezzi per rifondarsi. Fino a poco tempo fa, anche la madre dei De Martino, Carmela Ricci detta “donna Lina”, era dietro le sbarre. Tornata in libertà, ha subito occupato un posto di rilievo nella cabina di regia del clan capeggiato dal figlio minorenne, l’unico ancora a piede libero, dettando tempi e strategie delle azioni criminali da compiere per vedere sventolare su Ponticelli la bandiera sulla quale troneggia quella doppia X.

Un simbolo che per la gente comune non vuol dire nulla, invece, per quei giovani, significa tutto. 

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