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Camorra Ponticelli: l’agguato ad Aulisio introduce l’inizio dell’era post De Luca Bossa

di / 0 Commenti / 2144 Visite / 30 ottobre, 2020

stesa-okA tre giorni di distanza dal blitz che ha decapitato i De Luca Bossa, decretando la fine della seconda era camorristica del clan del Lotto O a Ponticelli, intorno alle 21 di stasera, giovedì 29 ottobre, i colpi di pisola dei sicari della camorra hanno ufficialmente stroncato la quiete che aleggiava sul quartiere.

Seppure si trattasse di una calma apparente, poiché forte era il sentore che nuove fibrillazioni fossero dietro l’angolo, i proiettili esplosi dalla camorra poche ore fa hanno ufficialmente dato il via ad una nuova stagione camorristica lungo le strade del quartiere più densamente popolato e geograficamente esteso dell’intera città di Napoli.

Luigi Aulisio detto Alì, cognato dei fratelli Casella, reggenti dell’omonimo clan, è stato raggiunto da un proiettile alla schiena mentre si trovava in via Napoli, all’angolo con via Argine.

Trasportato d’urgenza al pronto soccorso del vicino ospedale “Villa Betania”, Aulisio è stato medicato e le sue condizioni non destano preoccupazioni, in quanto il proiettile non ha raggiunto nessun organo vitale.

Il 39enne, già noto alle forze dell’ordine, fedelissimo della cosca di via Franciosa, è tornato in libertà un anno fa, nell’ambito della clamoroso processo che fece decadere i gravi indizi di reato a carico di 14 imputati, tutti ritenuti contigui al clan Casella, perché raccolti grazie ad un’intercettazione ambientale non autorizzata. 

Assolti e scarcerati, i Casella e i loro fedelissimi, tra i quali figura anche Luigi Aulisio, sono tornati ad occupare il loro posto tra le palazzine di via Franciosa, dedicandosi principalmente al controllo e alla gestione delle piazze di spaccio.

Legato sentimentalmente alla sorella di Eduardo, Giuseppe e Vincenzo Casella, colei che ha ereditato le redini del clan curandone gli affari durante la carcerazione dei fratelli e degli altri elementi di spicco dell’organizzazione, Luigi Aulisio è finito nel mirino dei killer entrati in azione stasera per un motivo ben preciso.

Da diverso tempo, nel quartier generale dei Casella aleggia un clima teso, alimentato proprio dal timore di un possibile agguato, tant’è vero che i fratelli Casella vivono rintanati in casa, limitandosi ad uscire sempre in auto e solo se strettamente necessario.

L’agguato di stasera, ben si presta a diverse ipotesi investigative.

La più acclarata, al momento, appare quella che riconduce gli sparidi stasera ad un altro agguato, quello avvenuto lo scorso 7 ottobre nel Rione Incis. In quella circostanza, a finire nel mirino dei killer, fu il 23enne Rodolfo Cardone, anche lui colpito alla schiena da colpi esplosi con un fucile da caccia.

Cardone, originario del Rione De Gasperi, ma cresciuto nel mito di “XX”, alias Antonio De Martino, spietato killer del clan De Micco, negli ultimi tempi si sarebbe avvicinato proprio alla cosca dei tatuati.

Non è da escludere che, con la fine dell’era dei De Luca Bossa ormai già scontata, quell’agguato sia stato il primo sussulto che annunciava una nuova faida per il controllo del territorio tra i Casella e gli “XX”. 

La replica dei giovani eredi del clan De Micco, verosimilmente, potrebbe essere arrivata stasera. Alla prima occasione utile, non appena hanno intercettato un “obiettivo sensibile” in strada, considerando la latitanza dei fratelli Casella, non hanno esitato a vendicare l’agguato perpetrato ai danni di Cardone colpendo un fedelissimo della cosca di via Franciosa.

 

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