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Scarcerata l’avvocatessa accusata di truffa che si spacciava per la sorella di Raffaele Cantone

di / 0 Commenti / 124 Visite / 11 settembre, 2018

maria-virginia-cantone-arrestataIl Tribunale  di Napoli, dodicesima sezione riesame , in accoglimento del ricorso proposto dagli avvocati Dario Vannetiello e Sergio Clemente, hanno annullato la ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti dell’ avvocato Maria Virginia Cantone.

Plurime e gravi le truffe contestate, pari in totale ad oltre trecentomila euro, effettuate alterando provvedimenti giudiziari nonché falsamente spendendo il nome di uno dei più noti magistrati italiani , il dott. Raffaele Cantone.
Le indagini hanno anche accertato l’ invio di mail, scritte ed inviare dall’avvocato Cantone, ma fatte apparire come redatte dal Giudice Cantone viceversa ignaro e completamente estraneo ai fatti.
Non solo.

L’ avvocato avrebbe anche falsamente inviato mail a firma di giudici del Consiglio di Stato.
Le motivazioni che hanno portato il Tribunale di Napoli a scarcerare l’avvocato saranno a breve note.
Nel frattempo colei che si spacciava per essere la sorella del Giudice Cantone ha potuto lasciare le patrie galere per raggiungere la propria abitazione da dove seguirà le prossime mosse dell’ accusa e dei suoi difensori i quali hanno indubbiamente ottenuto un risultato decisamente favorevole considerato la gravità dei fatti.

La guardia di finanza aveva arrestato l’avvocato Maria Virginia Cantone, 53 anni, di Cervinara, iscritta al Foro di Avellino, accusata di truffa. Il secondo arresto nel giro di pochi mesi subito dalla professionista: il primo era scattato lo scorso 15 marzo quando era stata fermata in flagranza di reato, a Foggia, dai carabinieri, dopo aver ricevuto da una coppia di clienti una busta con una somma di denaro in contanti.

Secondo gli inquirenti, si sarebbe spacciata per la sorella del magistrato Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, che nei giorni precedenti aveva presentato una denuncia contro ignoti, ed avrebbe assicurato il suo intervento per evitare che un appartamento comprato dalla stessa coppia a Campobasso finisse all’asta a causa del fallimento dell’impresa che l’aveva realizzato.

Il 5 aprile l’ordinanza a suo carico era stata annullata dal Riesame di Bari, che aveva accolto il ricorso del precedente difensore di Cantone, che era dunque tornata in libertà, sottoposta all’obbligo di dimora a Cervinara (e all’interdizione all’esercizio della professione) disposti nel frattempo dal gip del Tribunale di Benevento, Flavio Cusani, su richiesta del sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa, titolare di un’attività investigativa avviata dopo alcune denunce.

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