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Noè Somma, l’uomo che vendeva posti di lavori a Pompei

di / 0 Commenti / 110 Visite / 10 marzo, 2015

20150309_eschiIn Italia il tasso di disoccupazione ha raggiunto cifre da record. Lo scorso anno il 13,2% dei nostri connazionali non aveva un lavoro, percentuale che risulta molto più sconcertante se espressa in unità: 22 milioni e 374mila persone alla ricerca, spesso disperata, di una occupazione.

I numeri della disoccupazione giovanile sono ancora più mastodontici ed inquietanti. I ragazzi inattivi tra i 15 ed i 24 anni sono il 43,3% della popolazione nazionale rientrante in quella fascia d’età.

In questo contesto così tragico, che impedisce ai giovani di camminare sulle proprie gambe e agli adulti di garantire una vita dignitosa alla propria famiglia, non sorprende che qualcuno si approfitti del bisogno e della speranza di molti: l’ultimo episodio del genere arriva da Pompei, dove un truffatore vendeva posti di lavori agli scavi e al santuario.

Noè Somma -57 anni- assicurava a quanti si fidavano di lui un impiego sicuro, millantando la sua conoscenza ed influenza sui pubblici ufficiali della Sovrintendenza ai beni archeologici, sui dirigenti ASL e INPS e su autorità ecclesiastiche. Dall’inizio della sua “attività”, Somma era risuscito a fare cadere nella sua trappola ben cinque persone, dalle quali era riuscito a farsi consegnare dai 500 ai 4.500 euro: una parcella necessaria a garantire l’agognato lavoro.

Grazie all’operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Pompei, l’imbroglione– già noto alle forze dell’ordine- è finito agli arresti domiciliari a seguito di un’ordinanza del gup di Torre Annunziata.

La situazione ha portato nuovamente sotto i riflettori una vasta gamma di problematiche: dalla disoccupazione ai lavori “a pagamento” (effettivi o solo promessi), dall’instancabile creatività dei truffatori allo scarso intervento istituzionale di fonte alla crisi del mercato del lavoro.

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