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Ponticelli: nuova “stesa” di camorra, il quartiere in balia della malavita

di / 0 Commenti / 529 Visite / 5 dicembre, 2017

41898195Si torna a sparare a Ponticelli, quartiere orientale della periferia di Napoli, dove da una settimana la camorra fa sentire con particolare insistenza la sua presenza tra le strade del quartiere.

Una settimana fa, martedì 28 novembre, sono state arrestate 23 persone ritenute contigue al clan De Micco, l’organizzazione criminale che ha colmato il vuoto di potere generato in seguito al declino dei Sarno e che per diversi anni è riuscito ad imporsi come il clan autorevole a Ponticelli.

“La camorra emergente”  tra le mura del quartiere, ovvero giovanissimi e “residui” di vecchi clan che tra il Rione De Gasperi e il Lotto O hanno cercato di raggruppare le forze per mettere in piedi un’organizzazione in grado di contrastare la forza dei De Micco, non ha perso tempo. Una scorribanda armata, nel cuore della notte tra il 28 e il 29 novembre, ha fatto irruzione nel Rione De Gasperi di Ponticelli, per sparare diversi colpi di pistola contro il cancello di un’abitazione dell’isolato 3, dove vive una donna che da anni gestisce una piazza di spaccio proprio in quella sede.

La risposta dei De Micco è giunta poche ore dopo, intorno alle 18.30 di mercoledì 29 novembre: una nuova “stesa”, ancora una volta nel Rione De Gasperi con colpi d’arma da fuoco esplosi nei pressi del ponte della Circumvesuviana.

La Polizia indaga su un altro episodio, un’altra stesa, avvenuta lungo una delle strade principali di Ponticelli: via Argine.

Le indagini sono partite in seguito ad una segnalazione, arrivata da residenti che hanno riferito agli inquirenti di aver sentito esplosione di colpi e di aver visto poi delle moto che si allontanavano. A terra sono stati trovati due bossoli calibro 9.

Il raid a suon di colpi d’arma da fuoco, come detto, si è consumato in via Alfredo Pepe, una strada che interseca il corso Ponticelli e che può essere definita il quartier generale del clan De Micco, non solo perchè vi abitano molti esponenti contigui all’organizzazione, ma anche per l’egemonia che in termini di controllo delle attività illecite “i Bodo” hanno saldamente rivendicato, fino a 7 giorni fa, per l’appunto.

Difficile ipotizzare che a sparare siano stati “i residui” del clan De Micco che si siano presi lo scomodo di “sparare in casa loro” per inscenare una dimostrazione di forza, ben più probabile che si sia trattato di un raid intimidatorio rivolto proprio al clan dei tatuati e sul quale possa esserci la firma della “camorra emergente” a Ponticelli, con l’intento di indurre i rivale ad abbandonare la scena camorristica per cedere il passo alle “nuove leve”.

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