Il nuovo modo di leggere Napoli

Afragola: sgominata “la nuova Camorra”

di / 0 Commenti / 176 Visite / 21 luglio, 2014

untitled (3)“La nuova Camorra” o, semplicemente, “la Camorra evoluta”.

Quella che studia, sviluppa ed affina intelletto ed ambizioni, investe in attività che assicurano entrate certe, ma non cambia il metodo, quello, da sempre, utilizzato per imporre ed affermare la propria egemonia, sugli altri clan e sulla gente comune.

Alle prime luci dell’alba, un’operazione congiunta delle forze dell’ordine di Afragola, della squadra mobile della questura di Napoli e dei carabinieri di Castello di Cisterna, ha inferto un duro colpo al clan che stava compiendo una vera e propria scalata nella periferia nord del capoluogo campano, formatosi nel Rione Salicelle, al centro della faida dei carbonizzati – ovvero, coloro che non hanno saputo o voluto rispettare il codice d’onore che certifica la condotta di un buon camorrista e, pertanto, sono stati bruciati vivi – e che si stava imponendo anche nei comuni di Casoria, Crispano e Cardito.

Secondo gli inquirenti, il nuovo gruppo farebbe riferimento al clan Moccia, anche se una sentenza del tribunale dell’ottobre scorso ha dichiarato quest’ultima associazione camorristica come estinta. Tra le 17 persone fermate oggi, spiccano quelli che, secondo gli inquirenti, sono “i capi” del suddetto clan camorristico attivo tra Afragola, a Casoria, Caivano, Crispano e Cardito: Mariano Barbato, 25 anni, insieme ai fratelli Aniello e Carlo e alla madre Patrizia Bizzarro, donna di camorra che comandava e disponeva le attività del clan (tra cui estorsioni e spaccio) ed imponeva ai commercianti della zona un istituto di vigilanza chiedendo la disdetta di quello sotto contratto.

Se i commercianti non si piegavano alle loro richieste, queste ultime, evolvevano prima in intimidazioni e minacce, per poi sfociare in ritorsioni ed atti intimidatori, con “la classica” esplosione di bombe carta davanti ai negozi.

Questa è la Camorra: “Se non fai come dico, ti faccio saltare in aria il negozio”.

Secondo quanto ricostruito finora dagli inquirenti, quella messa in piedi dal clan sarebbe una vera e propria azienda, all’interno della quale ognuno adempie a delle mansioni ben definite.

“Il procacciatore d’affari”: colui che attua il più classico dei “porta a porta”, recandosi presso le attività commerciali prestabilite ed avanzando l’ ”irrifiutabile” proposta.

Il braccio” che rielabora la proposta commerciale, tralasciando le parole per conferire maggiore eloquenza ai fatti.

La mente” che impartisce ordini, detta i tempi, prende le decisioni, elabora i piani e decreta “i verdetti”.

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)