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“La verità” degli admin de “Il Vrenzolario-The Original”

di / 1 Commento / 6986 Visite / 21 settembre, 2014

10173569_809272722435113_2939548740596396053_nDopo la mia accorata e sincera denuncia sociale, in merito alle minacce subite da parte di una madre che esigeva vendetta per alcune foto della figlia 18enne finite sulla pagina Facebook “Il Vrenzolario – The Original”, anche gli admin della suddetta pagina sentono il bisogno di dire la loro.

“Prima di tutto, ci teniamo ancora una volta a precisare la totale estraneità della direttrice di Napolitan, Luciana Esposito, alle attività di gestione ed amministrazione della pagina.

E, pertanto, riteniamo opportuno spiegare in che modo si svolge la nostra collaborazione: ciclicamente, inviamo foto o contenuti che lei, a sua volta, seleziona per scegliere quelli più consoni da pubblicare nel corso dell’appuntamento quotidiano “Il post de “ilVrenzolario The Original” sulla pagina di Napolitan”, di contro, noi selezioniamo tra gli articoli da loro pubblicati, quelli più appropriati da condividere sulla nostra pagina.

Noi non abbiamo alcun accesso alle loro pagine e/o agli account redazionali e viceversa: nessun membro della redazione di Napolitan ha libero e diretto accesso alla nostra pagina.

Quando la stessa Luciana Esposito è stata più volte contattata da persone che le chiedevano la rimozione di talune foto, lei per prima, altro non poteva fare che segnalare la questione per permetterci di provvedere in tal senso. Così come, tutte le volte che alla pagina FACEBOOK di Napolitan sono giunti messaggi di posta contenenti “materiale da Vrenzolario” i mittenti sono stati invitati ad inoltrare quei messaggi a noi, proprio perché non consoni al tipo di servizio offerto da quella pagina.

Quanto accaduto a Luciana è un fatto di una gravità inaudita ed inammissibile che spiega il motivo per il quale abbiamo sinceramente paura di rendere nota la nostra identità.

Già in tempi non sospetti, infatti, abbiamo deciso di non utilizzare i nostri reali account per gestire la pagina, ma piuttosto, cambiare ciclicamente indirizzi e-mail e relativi account pur di tutelarci al cospetto di quelle continue e riprovevoli minacce che giungevano da parte delle persone che scoprivano di essere finite sulla nostra pagina.

Ragion per cui, la stessa Luciana per prima non conosce la nostra vera identità e per tutelarla in tal senso abbiamo espressamente preferito non riferirle i nostri nomi reali.

Il nostro intento è sempre stato sano e pacifico, non abbiamo mai avuto intenzione di “fare del male” in nessun modo e sotto nessuna forma, volevamo semplicemente creare un angolo di “leggero svago” nel quale ridere degli eccessi senza prendersi troppo sul serio. Tant’è vero che spesso è accaduto che abbiamo postato foto di noi stessi, proprio per far comprendere ai fan che “nessuno era esente” e che andava preso tutto un po’ più alla leggera.

Molto spesso è accaduto anche che ci sono pervenute foto di persone “normali” e/o solo oggettivamente in sovrappeso e, in quel caso, al cospetto del palese “tentativo di sfregio” da parte di un utente che cerca una ripicca personale, non solo non abbiamo pubblicato le foto, ma abbiamo severamente condannato ed ammonito quel triste e insano comportamento. Inoltre, in molti potranno confermare che quando ci giunge una richiesta di rimozione dei post da parte di un utente che si ritiene offeso o danneggiato dallo stesso, abbiamo sempre provveduto a cncellarlo.

Dopo quanto accaduto a Luciana, noi admin della pagina ci siamo riuniti ed abbiamo deciso di recarci da un avvocato e poi dai carabinieri.

Quello che emerso da dialoghi durati diverse ore è quanto segue:

  • Nel momento in cui si pubblica una foto su FACEBOOK o su un qualsiasi altro social, si perde ogni diritto di rivendicazione di proprietà della stessa.
  • Inoltre, la tutela della privacy da noi sempre ed ulteriormente garantita oscurando volti e nomi, concorre a rendere irriconoscibili i soggetti ritratti in foto e, pertanto, non compiamo alcun tipo di illecito. Anche perché è difficile ipotizzare che il social network più usato al mondo, ospiti all’interno della sua piattaforma attività ritenute illegali.

 

Pertanto, abbiamo preso alcune decisioni che provvediamo a rendervi note:

  • Chiunque ci invii materiale con l’esclusivo intento di arrecare danni di qualsiasi genere ai soggetti ritratti in foto o animato da intenzioni diverse da quelle perseguite dalla nostra politica, verrà prima segnalato alle autorità competenti – con le quali abbiamo già stabilito modalità e termini di collaborazione, al fine di tutelare noi stessi e i nostri utenti – e poi immediatamente bloccato.
  • Chiunque inoltri minacce a noi admin o agli utenti della pagina, rei di aver postato commenti ritenuti offensivi o per qualsiasi altro gesto riconducibile all’attività della pagina, verrà immediatamente segnalato alle autorità competenti.

 

Non siamo più disposti ad ospitare ignoranza, violenza ed inciviltà e, pertanto, chi non è capace di rispecchiarsi nelle condizioni sopra citate e non crede di essere in grado di rispettarle è pregato di abbandonare immediatamente la pagina.

Care vrenzole, la legge parla chiaro: se non volete finire sul “Vrenzolario” dovete rinunciare all’atto di vanità che tanto amate quando pubblicate foto su Facebook.

Perché, a partire da quel momento, non potete insorgere dicendo: “Quella foto è mia”, perché vi “stuteremo” replicando: “Bellè, era tua!”

Cogliamo l’occasione per scusarci pubblicamente con i fan della pagina che sono stati contattati privatamente e minacciati da cuozzi e vrenzole finite sulla pagina, solo perché hanno commentato quei post.

Adesso più che mai, dovete e dobbiamo sentirci liberi di esternare le nostre opinioni.”

Un Commento

  1. Vrenzolo non è né una taglia, ne un modo di vestire, ma una cultura basata sulla bassa o assente scolarizzazione unita ad atteggiamenti maleducati, appariscenti e rumorosi. In molti casi è una espressione del volto più che un abito , per quanto succinto.

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