Il nuovo modo di leggere Napoli

Il buffetto di Cannavaro ad Insigne. Quella Napoli che…

di / 0 Commenti / 39 Visite / 29 settembre, 2014

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Durante il match delle 12,30, il manto erboso del Mapei Stadium è stato il palcoscenico che ha accolto ed ospitato diverse e frammiste scene calcistiche e non.

La partita del riscatto, quella che riconsegna la vittoria e una boccata di sereno ed anelato ossigeno al team di Benitez, tampinato da critiche e polemiche da circa un mese, ma non solo.

È “la partita nella partita”.

Quella di una delle più recenti e veraci bandiere azzurre, ammainata alle pendici del Vesuvio all’incirca un anno fa per giungere in forza proprio al Sassuolo: “il capitano”, Paolo Cannavaro, l’ultimo napoletano ad aver vestito la fascia prima di consegnarla in eredità a Marek Hamsik.

Un Cannavaro che ha svestito l’azzurro in maniera tutt’altro che indolore e che, a prescindere dalle valutazioni tecniche, avrebbe potuto costituire un fermo punto di riferimento in quello spogliatoio in cui l’unica voce rimasta a masticare il dialetto napoletano è quella di Lorenzo Insigne.

Un Napoli, quello fin qui visto nel corso di questo avvio di stagione, che manifesta molteplici falde e lacune.

E forse, uno degli aspetti dei quali maggiormente questo gruppo risente è proprio da rilevare nell’assenza di quel viscerale e sanguigno “orgoglio partenopeo”: quello che funge da serbatoio essenziale dal quale attingere, nei momenti topici di smarrimento e difficoltà, grinta, cuore, carattere, passione.

Sentimenti, motivazioni che prescindono da virtuosismi e tecnica e che, sovente, si rivelano altresì necessari per vincere le partite.

O meglio, “certe partite”.

Nel consueto buffetto inferto ad Insigne da parte di “Capitan Cannavaro” rivive quel sentimento che esula dal terreno di gioco e che, per quanto prodigioso e perpetuo nella sua modesta, ma sincera grandezza, si rivela capace di rimanere immutato, a prescindere dai colori della maglia che si è chiamati ad indossare, dalle battaglie alle quali si prende parte e dalle motivazioni che determinano calci e gesta all’interno del rettangolo verde, perché i colori tinti nel cuore sono e saranno sempre indelebili.

Quella Napoli inscenata da Cannavaro ed Insigne, ieri, a Sassuolo, ha vinto, senza alcun dubbio.

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