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Morte Carmela Bosso: la verità che emerge dalle prime indagini

di / 0 Commenti / 304 Visite / 5 novembre, 2014

20141104_bossLa tragedia che si è consumata tra Ponticelli e l’ospedale Loreto Mare nel coso del pomeriggio della scorsa domenica ha gettato nuovamente nella bufera la sanità campana. I riflettori sono puntati sulla struttura ospedaliera sita in via Marina, il pronto soccorso del Loreto Mare è infatti nel mirino della magistratura.

L’accusa è omicidio colposo, scaturita dalla morte di Carmela Bosso, 36 anni, sposata, madre di due bambini (uno di otto e un altro di quattro anni). Una tragedia consumatasi in poche ore che ha inizio domenica, quando la donna, originaria di Ponticelli, si è rivolta per la prima volta all’ospedale di via Marina, a causa di forti dolori allo stomaco. E rimasta una trentina di minuti in osservazione per poi essere dimessa con una cura a base di farmaci: di fronte a un dolore addominale «epigastrico» e a un probabile caso di «lombosciatalgia recidivante», le viene consigliato di osservare un po’ di riposo, di attenersi a una dieta normocalorica e a una congrua idratazione.

Insomma, stando a quanto emerso dalle primissime indagini, il caso della paziente viene trattato alla stregua di una indigestione.

E invece il quadro clinico era oggettivamente più complesso.

Si sospetta che la donna sia stata colpita da un aneurisma all’aorta addominale, uno shock che deve aver provocato un riversamento di sangue rendendo irrecuperabile la situazione.

Mezz’ora in ospedale, viene dimessa, torna a casa e dopo qualche ora sviene. Di nuovo la corsa in ospedale, di nuovo al pronto soccorso del Loreto Mare, questa volta però in condizioni irrimediabili. Muore subito dopo il suo secondo ricovero, avvenuto nello stesso giorno a distanza di poche ore: questa, in sintesi, la dinamica dei fatti che ha portato alla morte della donna.

Marito e parenti di Carmela Bosso ora si affidano alla giustizia, chiedono che venga attivata una inchiesta in grado di circoscrivere le responsabilità di una morte assurda ed inaccettabile.

Sul caso indaga la Procura, ma anche  il pool “reati legati a colpe mediche e professionali”, immediato il sequestro della cartella clinica, mentre è stata avviata anche l’acquisizione, presso i familiari, di altri documenti che consentano di ricostruire lo stato di salute della donna, prima del doppio ricovero.

Al contempo, gli organi ispettivi della Regione e l’Asl Napoli 1, d’intesa con l’assessorato alla Sanità, hanno disposto un accertamento interno per fare chiarezza sulle cause che hanno portato al decesso della paziente, a partire proprio dalle dimissioni di domenica mattina.

Vicenda amara che ripropone l’attenzione sulla emergenza legata al sovraffollamento delle strutture di pronto soccorso rimaste disponibili all’interno del capoluogo campano.

Ma siamo davvero certi che quando aprirà L’Ospedale del Mare la situazione migliorerà?

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