Il nuovo modo di leggere Napoli

I fan de “Il Vrenzolario The Original” scrivono a Sara Tommasi

di / 1 Commento / 1399 Visite / 28 novembre, 2014

10173569_809272722435113_2939548740596396053_nQualche giorno fa, alcuni tweet pubblicati da Sara Tommasi hanno suscitato reazioni a dir poco colorite da parte dei napoletani, proprio perché si sono visti offesi da talune sue affermazioni: “Voi non ci crederete ma da quando ho chiesto ai tifosi del Napoli di scrivermi in italiano non è più arrivato un mess. Che vorrà dire?” e ancora “Ragazzi il Napoletano potrà essere riconosciuto dall’Unesco, da Obama, dal Governo, da chi volete voi… Ma io non lo capisco! È una colpa?”.

Pertanto abbiamo deciso di chiamare in causa chi ha conquistato fama e notorietà grazie alle brutture partorite da chi mastica impropriamente l’italiano e il dialetto napoletano: la pagina Facebook “Il Vrenzolario The Original”.

Sono piovuti più di 300 messaggi in risposta all’ “annuncio” postato dagli admin della pagina che invitavano i loro 130,000 e più fan a rivolgere una replica alla Tommasi, senza essere volgari.

Di seguito, vi riportiamo i messaggi più ironici ed acuti:

Luigi: “Non per eludere la richiesta, ma avete capito bene cosa ci avete chiesto? ma se il dialetto campano è una lingua amata in tutto il mondo e se, come posso dire, per conoscenza diretta, le donne del nord impazziscono a sentire la parlata campana…. Noi dovremmo sprecare la nostra ironia a replicare alla donna che da sola, in pochi mesi, ha distrutto i risultati ottenuti da Giovanna d’Arco, Maria Goretti, Madre Teresa di Calcutta, i movimenti femministi, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack e milioni di donne straordinarie, con comportamenti che pure lucifero avrebbe detto: “Ua….si proprio senza ritegno….!”

Enea: “Cara Sara Tommasi, non si affligga troppo a cercare di comprenderci. Lei non sa, evidentemente, che noi invece non facciamo nessuna fatica a capire una persona come lei che non pensa prima di ‘partorire’ certe affermazioni…vede, dopo quanto ha detto, a noi sembra chiaro che lei è una persona altamente sciocca.
Non ha la benché minima idea di quante risate noi napoletani (quelli che sanno scrivere e parlare meglio di lei) ci facciamo quando in tv, lei e i suoi colleghi ‘vip’ vi ridicolizzate e imbarazzate in modo ABOMINEVOLE la bellissima lingua italiana.

Sabrina: “Parla così perché aveva sentito parlare del Maschio Angioino e quando è venuta a Napoli sperava di farsi pure quello!!!!

Tania: “Sono del nord, ma amo sentir parlare i dialetti, soprattutto quello napoletano, evidentemente la SIGNORA in questione non conosce nemmeno la bellezza del sud e soprattutto il calore e l’affetto delle persone, ma del resto la tizia in questione dovrebbe fare un corso di buona educazione, ma con il cervello che si ritrova non è in grado..”

Tsunade: “La signorina Tommasi, anzi, la dottoressa Gommasi dovrebbe pensare di più alla sua dignità da tempo inesistente e a trovarsi un vero lavoro oltre a quello di attricetta a luci rosse piuttosto che sparare a zero sui napoletani! Anche noi non capiamo molto di ciò che dice soprattutto quando è sotto l’effetto di chissà quali stupefacenti!

Maria: “Però accanirsi cosi contro una persona che conosce solo tre vocaboli non è giusto! E’ normale che non ci capisce, noi oltre alle parole pisellone, pompino e cocaina ne usiamo altre …dategli tempo… imparerà….

Giovanni: NAPOLETANO: “Sara si na funa rott “
ITALIANO: “Sara sei una donna aperta a tutte le esperienze “
INGLESE: “Sara you’re a party girl”
NAPOLETANO 2.0 e NAPOLETANO 3.0 abbiamo dovuto censurarli.

Virgilio: “Si a scumm re fasul a ucchitiell’”

Giuliano: “Sara Tommà. .
Noi non sappiamo parlare l italiano??
TU FAJE E FILM ZUZZUS E NON SAJE FÀ MANK NU … !”
Il finale lo abbiamo dovuto censurare!

Rebecca: “Spesso avvien che discutendo, vengono fuor resuscitati i defunti abbandonati al riposar. S’incomincia, a chi si ostina a navigare nel suo torto, a lanciargli un primo morto e si prosegue poi così . U mannaggia la samenta infracidata
e chella primma stronza chiavic ‘e sfaccimm
dà bisanonn dò vavone
che facett a discendenz
de curnut dritt e stuort
de stramuort e chitemmuort
primm a mammeta e poi a te!!! cit. Salvatore di giacomo (se non erro)

Jessica: “Cara Sara Tommasi noi napoletani possiamo pure non saper scrivere e tu con il cervello da gallina che ti trovi non riesci neanche a capire la lingua, ma volevo farti notare che a noi c’è rimedio, perché possiamo andare a scuola, imparare a parlare e comunicare. Ma tu? La dignità dove la compri? Il sole, il mare, la genuinità che noi NAPOLETANI ABBIAMO, tu addò a truov? Sei popolare per le tue figure di merda e per la tua mancata umiltà e dignità, noi lo siamo perché anche in questo caso sappiamo ironizzare sul fatto che A UN COMM È TE CE PUTIMM ASPETTA TUTT COS! (Fattelo tradurre). Statt’ bon sciaquett’!”

Eleonora: “carissima Sara Tommasi, premettendo che non ho la benché minima idea di quale sia il titolo in virtù del quale il tuo commento sui napoletani possa avere la minima valenza, ci tenevo a dirti che il napoletano è una lingua riconosciuta patrimonio dell’UNESCO. È una lingua come l’italiano e coloro che lo parlano spesso e volentieri non sono meno preparati di quei signorotti che per quattro soldi ti hanno svenduto una laurea che io e tanti altri ci stiamo guadagnando con il sudore della fronte. Detto ciò se non ci capisci nessuno ti chiede di stare ad ascoltarci, ignoraci! Così come ignori le valanghe di problemi che affliggono l’Italia passando il tempo a preoccuparti dei napoletani che parlano in napoletano. Noi napoletani non abbiamo bisogno che ti preoccupi di noi, del nostro dialetto o del fatto che non ci capisci, anche perché conosco napoletani che si sono fatti capire in Finlandia, senza parlare una parola di inglese. E se proprio senti il bisogno di fare qualcosa di utile per il genere umano (FARE, perché le cose utili si fanno, non si dicono) vai a fare volontariato, vendi le tue infinite pochette e dona il ricavato a emergency o semplicemente infilati una pagnotta in bocca e quando senti il bisogno di sparare una cazzata mordila e facci il piacere di tacere.

Monica: “Cara” Sara, ma proprio tu che parli anche agli uccelli non capisci il napoletano??? ahhh scusa, tu parli SOLO agli uccelli…!”

Alessia: “Penso che lei sia più intelligente della norma. Non è da tutti comprendere alla perfezione il linguaggio penale pur senza apposita laurea…”

Annamaria: “Scusate ma cosa dobbiamo rispondere ad una che dichiara <<All’inizio non volevo spogliarmi, poi ho cambiato idea. Il seno? L’ho rifatto. Io sono un prodotto da vendere nel mercato dello showbusiness.>> Si offende già da sola.
Però chi sa, forse quando ha detto tutte quelle cose sui napoletani, l’avevano drogata!”

Manu: “Ragazzi.. Stiamo parlando di Sara Tommasi… Famosa non sicuramente per la sua intelligenza…. Ignoratela e basta… non date importanza a sta rimbambita.. È una poverina. Ho visitato poco tempo fa Napoli e dintorni, sono sposata con un ragazzo napoletano e ho imparato a parlare napoletano.. È una bellissima terra con cose meravigliose. Mi dispiace ma la signorina sta parlando a vanvera e del nulla..

Danilo: “La verità sta nel mezzo… Dei numerosi sottopalla che la signorina Tommasi ha degustato per essere lì a sproloquiare senza alcuna credenziale.

Lucia: “Si faccia fare una bella traduzione da Berlusconi.”

Raffaella: “Rispondo alla signorina Tommasi riportando quanto letto su di lei su WIKIPEDIA.
” Nel giugno 2013, tramite la propria pagina Facebook, dichiara di aver sempre finto di stare male e di soffrire di malattie mentali per attirare l’attenzione dei media e giustificare il proprio ingresso nel mondo del porno.”
A QUESTO VOGLIO AGGIUNGERE:
A Napoli ci saranno anche persone ignoranti, come in ogni parte d’Italia e del mondo, ma da noi le “vrenzole” di facili costumi lo ammettono senza troppi indugi e non si nascondono, come fa lei, dietro una falsa insanità mentale per avere l’attenzione dei media, che altrimenti non la cacherebbero manco di striscio. L’unico contributo concreto che ha dato, non è stato tanto quello artistico quanto quello economico, le industrie di detersivi per lavatrice e bucato a mano, grazie alle sue profonde e interessanti pellicole cinematografiche hanno raddoppiato le vendite dei loro prodotti.
La saluto cordialmente.

Angelica: “Premetto che molte persone, napoletani o no, quando scrivono o si esprimono hanno difficoltà, che sia per ignoranza o meno. Lei però è nella lista: non solo non sa esprimersi ma non sa fare nient’altro. Questo è dimostrato dal fatto che per farsi “vedere” si inventa queste cosucce. A questo punto una cosa la sa fare: raschiare il fondo (e si evince anche dalla sua carriera mediocre). Gli auguro di prendere coscienza di sé e di guardarsi allo specchio con disgusto come donna ed essere umano.

Alessandra: “Perché i tifosi napoletani hanno cercato il tuo nome su internet e ne è venuto fuori un porno in cui scopi con la stessa passione con cui di solito si stirano le camicie. “Non sei in grado di ispirare una sega”, non ha la stessa valenza di “Nun si bon manc’ pe nu p… ‘nman” e non volevano infierire umiliandoti, hanno preferito tacere.

Gianni: “Ma non sarà che forse non capisce perché molto spesso è ” poco” lucida?!?

Giusina: “Meglio non saper parlare, meglio essere napoletani che una viziata che ha trovato un po’ di felicità nella droga !!! Il suo cervello quanto sarà grande ??? Sarà anche laureata alla Bocconi, avrà una dialettica spettacolare, ma gli manca la vera materia !!! Saluti.”

 

Un Commento

  1. Ma signori miei cari l’Italia inizia in Sicilia ed arriva a Trento, ciò che a me dispiace è quello di fare la differenza tra nord e sud, ma d’altra parte una ragione ci sarà per la quale ci si è nati al sud e non al nord, il Patreterno ha deciso di farci nascere al sud perché ci ama, mentre per il resto fate voi. Però voglio ricordare ai signorini del nord che noi qua giù abbiamo carenza di lavoro, ma non carenza di cervello, e questo accade perché qui al sud c’è il solo che c’è lo riscalda e c’è l arricchisce, mentre ad alcuni di voi la nebbia non vi oscura solo la vista, ma vi oscura anche il cervello quindi il sole vi scotta e la nebbia vi rincoglionisce.

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