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Napoli: l’incubo ossiuriasi arginato dalla sanificazione

di / 0 Commenti / 166 Visite / 21 gennaio, 2015

scuola-napoliLa vicenda più concitata degli ultimi giorni è sorta da una busta di tacchino avariato che sarebbe stato distribuito durante la refezione in un cestino da uscita didattica: questo è quanto denunciato da alcuni genitori alla dirigente scolastica di una scuola di Bagnoli.

Su “un appalto da oltre 40 milioni di euro che ha vincoli di qualità altissimi che le ditte sono tenute a rispettare e su cui gli organismi competenti vigilano con alto grado di professionalità” si ancora, di contro, la tesi difensiva dell’assessore alla Scuola del Comune, Annamaria Palmieri.

Nel mezzo, i bambini.

Troppo inesperti per esprimersi in materia, troppo ingenui per comprendere la gravità della questione, dietro la quale si cela un pericolo che potrebbe gravare proprio sui loro piccoli ed inconsapevoli capi.

I bambini, troppo indifesi per potersi difendere.

Un bambino non comprende il senso del termine “ossiuriasi” ancor meno è autonomamente capace di tutelarsi dal pericolo rappresentato dalla suddetta patologia.

L’ossiuriasi è una parassitosi intestinale cosmopolita, frequentemente contraddistinta da una sintomatologia abbastanza caratteristica: prurito anale, sintomi intestinali e finanche disturbi “nervosi”. La trasmissione avviene per via orale, dato che su alcuni cibi o giocattoli, spesso masticati dai più piccoli, si possono depositare le uova del verme.

Ieri pomeriggio ha avuto inizio la procedura di sanificazione straordinaria della scuola elementare e materna «Edmondo De Amicis» nel quartiere Chiaia a Napoli dove nei giorni scorsi si sono rilevati proprio numerosi casi di ossiuriasi tra i bambini.

La pulizia è stata affidata a una ditta privata e durerà fino a sabato prossimo.

La preside dell’istituto, Rosa Baffa, così come l’assessore Palmieri lavorano per contenere “il marasma generale” per evitare l’insorgenza di un allarmismo eccessivo, puntando, quindi, il dito contro i media, accusando la stampa di gonfiare i numeri ed ingigantire il caso.

In una nota, la preside ha precisato quali misure sono state adottate per arginare la diffusione del parassita intestinale: «Abbiamo seguito le linee guida della Asl cominciando a pulire tutto con candeggina tutto ed affidando il lavoro speciale a una azienda esterna. Ora i casi veramente accertati sono 7 più 2 riscontrati oggi, e non i 50 di cui parlano le mamme. Se loro sanno più di me lo vadano a dire alla Asl».

Intanto, i bambini che frequentano la scuola saranno sottoposti ad alcuni test per accertarne l’effettivo contagio.

 

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