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Una famiglia ridotta in frantumi in un tragico e feroce istante

di / 0 Commenti / 371 Visite / 23 gennaio, 2015

20150123_c3ffTante, troppe vite sono state stroncate, stravolte e straziate dal tragico incidente avvenuto ieri pomeriggio sulla Domitiana, nella zona di Mondragone.

Francesco Ragucci, 45 anni, operaio edile, e la moglie, Giuseppina Mingione, di 40, casalinga, sposi dal ’93, si erano trasferiti a Macerata nel 2009, in un appartamento in via Antonio Gramsci. Per qualche anno, avevano vissuto a San Tammaro, poi, il ritorno nella comunità di origine, era lì che ha sempre vissuto il padre di Francesco, è lì che vivono i suoi fratelli.

Non ce l’ha fatta Francesco, in quell’incidente ha perso la vita, mentre mamma Giuseppina lotta tra la vita e la morte, per tornare a casa dai figli rimasti in vita.

Luca, 21 anni, e Felice prossimo a diventare maggiorenne, erano gli unici due membri della famiglia che ieri pomeriggio non erano a bordo della Fiat Punto ridotta una poltiglia di lame da un cruento scontro con un’altra vettura. Ai due ragazzi non resta che sperare e pregare che almeno la madre e la sorellina di appena 10 anni, riescono a vincere la morte.

Ai superstiti spetta già l‘infausto dovere di accettare la morte del papà, Francesco Ragucci e dell’altra sorella, Maddalena, di appena 14 anni, e dello zio, Carmine Mingione. A bordo della vettura c’era anche un’altra ragazza, una cugina, di 21 anni, l’unica a non ha riportato ferite gravi.

Maddalena frequentava l’istituto tecnico commerciale «Leonardo Da Vinci» di Santa Maria Capua Vetere, la descrivono come una ragazza a dir poco solare, un’esplosione di gioia, di allegria, un autentico inno alla vita, prematuramente sottratto alla vita. Non appena è stata divulgata la notizia della sua morte, una valanga di messaggi ha inondato la sua bacheca facebook. Pensieri e parole ricche d’amore e dolore. Strazianti, inverosimili, tutt’altro che consoni al profilo social di un’adolescente.

Erano in sei in quella utilitaria, a quanto pare erano diretti proprio alla clinica «Pineta Grande» di Castel Volturno per una visita specialistica.

I Ragucci erano una famiglia “vecchio stampo”, numerosa, affiatata, unita, avvezza a destreggiarsi tra i problemi normali, quelli che contraddistinguono la quotidianità della maggior parte delle famiglie italiane: la fatica ad arrivare a fine mese, le bollette da pagare, le spese per i figli. Francesco e Pina, però, affrontavano le piccole e grandi difficoltà ordinarie uniti da un sentimento solido.

Una famiglia ridotta in frantumi in un tragico e feroce istante.

L’ultima immagine che la comunità di Macerata conserva dei Ragucci risale al weekend scorso, allorquando l’intera famiglia ha partecipato alla festa di Sant’Antonio Abate. Luca e Felice facevano parte della paranza di uno dei carri di «pastellessa» che ha sfilato ed anche papà Francesco è stato risucchiato nella mischia. Tra la folla, anche Pina, insieme alle sue figlie.

L’ultima inconsapevole festa alla quale ha preso parte tutta la famiglia.

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