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Carlo Buccirosso: una vita in palcoscenico

di / 0 Commenti / 206 Visite / 6 febbraio, 2015

Carlo-Buccirosso“In un mondo che ha ormai smarrito i valori rassicuranti dell’anima, le certezze più confortevoli, le ancore di salvataggio di un’esistenza sempre più simile ad una lotta per la sopravvivenza, in cui lo stato e gli uomini chiamati a rappresentarlo appaiono sempre più come fantasmi in cerca di legalità  ed onestà decedute da tempo, la fuga dal rapporto sociale ed il rifugio tra le proprie mura domestiche appaiono soluzioni tristemente indispensabili per la ricostruzione della dignità ed il rafforzamento della propria fede, quella che tiene unito l’uomo al proprio nucleo familiare come un cordone ombelicale indissolubile!  E sarà forse a quel punto che anche la più gigantesca, la più insuperabile, la più inesorabile delle crisi di un intero paese, forse di una intera umanità, sarà lasciata alle spalle come un ciclone che si allontana funereo e spietato a far danni in qualche altra parte del mondo, mentre la tua allegra famigliola, stretta a te, ti sorride felice, fiduciosa, rinsavita e speranzosa, consapevole e rigenerata, dal ritorno tra le mura confortevoli del proprio bunker familiare! La riconquista della propria vita, straziata e mortificata, poi restituita da un cumulo di macerie alle quali nemmeno il più insensibile degli esseri umani sarebbe stato capace di sopravvivere! Sembra la trama di un costoso film catastrofico hollywoodiano, e invece è solo la piccola squallida trama della vita del nostro misero paese…! “

Carlo Buccirosso

 

Carlo Buccirosso, nato a Napoli nel 1954, è attore comico, certo, ma è prima uomo dal poliedrico talento. Veste spesso i panni del mediocre, interpretando pregiudizi e napoletanità con la grande maestria di chi è consapevole di essere questo e molto altro. Complice una storia tutta teatrale e una presenza scenica che lo rende meno stereotipato di quanto si possa pensare, Carlo Buccirosso è un caratterista d’altri tempi, un simbolo della buona scuola d’arte partenopea. Innamorato da sempre del teatro, è amico ed attore prediletto di Vincenzo Salemme.

Lo ricordiamo, unitamente a Maurizio Casagrande e Nando Paone, in capolavori di comicità classica e al contempo non scontata: come il complesso “Premiata Pasticceria Bellavista”, il famosissimo “..e fuori nevica!”, la farsa ” il miracolo di Don Ciccillo” di cui è anche autore. Poi il grande pubblico e le grandi opportunità. Esce nel 1998 “L’amico del cuore” con la regia del sempre verde Salemme, e, ancora insieme, lavorano ad altri piccoli gioielli di comicità tutt’altro che spicciola, come: “Amore a prima vista” nel ’99 e  “A ruota libera” nel 2000. Ormai attore affermato,  vive grandi stagioni di pubblico grazie al sodalizio con i fratelli Vanzina. Carlo recita, infatti, in moltissimi loro prodotti, e, se anche il capitale di valori di questo genere di film non incontra tutti i gusti, le sue performance sono sempre impeccabili. “Febbre da cavallo”, ” In questo mondo di ladri”, “Eccezzziunale veramente” sono solo alcuni di questi lavori. Ma Carlo Buccirosso  è lontano dall’essere solo risate e spensieratezza, e lo dimostra al grande pubblico nei panni di Cirino Pomicino nel “Divo” di Sorrentino, con in quale vince un David di Donatello come migliore attore non protagonista, e dell’amico imprenditore di Jep Gambardella ne “La grande bellezza“.

L’ulteriore successo nel 2014: la trasposizione cinematografica di “..e fuori nevica”, accolto da un’ infinito consenso di critica e pubblico. Ma, com’è vero che il primo amore non si scorda mai, Buccirosso torna sempre a casa. Il palcoscenico. ” Una famiglia quasi perfetta” e ” La vita è una cosa meravigliosa”, sono le sue nuove creature, spaccato di una società moralmente corrotta, cinica ed opportunista, che mette in ginocchio l’uomo e l’ umanità stessa. La grandezza di quest’artista è tutta qua, nello strappare una risata anche nel più buio dei momenti, a monito non di leggerezza ma di perspicacia. Un’ uomo completo nell’arte di essere se e molti altri, pregno di quell’allegria talvolta amara, ma piena di buoni sentimenti. Un’ ironia che fa riflettere, sempre, lasciando allo spettatore il gusto dolce dell’aver goduto e pensato.

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