Il nuovo modo di leggere Napoli

“Voglio prendere l’AIDS”: conoscete il bugchasing?

di / 0 Commenti / 561 Visite / 16 febbraio, 2015

00098Nel novembre dello scorso anno la nota trasmissione televisiva di Italia Uno “Le Iene” aveva mandato in onda uno sconvolgente servizio dal titolo “Voglio prendere l’AIDS”

La frase non era una provocazione, ma il riassunto di quanto accade ogni giorno sul web, specialmente su chat gay per incontri erotici: centinaia di siero negativi cercano un partner siero positivo per farsi contagiare il virus dell’HIV.
Il fenomeno, arrivato in Italia dagli Stati Uniti, sta vivendo un momento di forte espansione.

Per entrare a far parte del club di quelli che praticano il “bugchasing” bisogna avere un profilo su un sito d’incontri attivo da almeno due anni: lì i “sani” possono inoltrare la loro domanda ai “gift giver” (i “donatori” affetti da AIDS) sperando di ottenere un appuntamento.

L’obiettivo di quanti agognano di contratte l’HIV è fare sesso “bareback”, a pelle, ovvero senza il preservativo: per realizzare il loro scopo, i bug chasers sono disposti a sottoporsi alla costosa ed estenuante terapia contro l’AIDS– che può provocare tendenze suicide, alterazione del colorito della pelle, stati confusionali simili all’ebrezza oltre ad essere potenzialmente cancerogena. 

L’idea che serpeggia nella comunità gay – e non solo- è che di AIDS non si muore più: è certamente vero che i progressi della medicina consentono ai sieropositivi di avere una qualità della vita migliore rispetto a 30 anni fa, ma è anche vero che la situazione di malato in terapia è infinitamente peggiore di quella di persona sana. Inoltre, la società nutre ancora molti pregiudizi verso gli affetti da AIDS.

Come se non bastasse, anche quando si contrae l’HIV non si può comunque fare sesso liberi dalle preoccupazioni e dalla “seccatura” del profilattico: gli incontri occasionali non protetti espongono al rischio di altre pericolose malattie come la sifilide, l’epatite, e lo stesso AIDS in forme virali diverse dall’HIV 1 (ceppo europeo)

Si passa quindi dal terrore dell’AIDS degli anni ’90, quando il tema raggiunse l’apice della sua drammaticità, alla leggerezza con il quale viene trattato oggi: questa folle moda che sta spopolando ne è la prova.

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)